La casa delle zie

La casa delle zie

La casa delle zie (link), di Chiara Ballan, è un avvincente romanzo vincitore del prestigioso Premio Romanzo di Formazione nell’ambito dell’8° Concorso Letterario nazionale di BookTribu. Questa affascinante opera letteraria si dipana attraverso un intricato intreccio di ritorni e rivelazioni, trasportando i lettori in un mondo di ricordi e relazioni complesse.

Simona Francesca Doronzo si è resa disponibile a descrivere le riflessioni condotte e le scelte prese nella ideazione della copertina:

“Per realizzare l’illustrazione ho scelto di focalizzarmi sull’immagine di Irene che ritorna dopo tanti anni nella vecchia casa di famiglia alla ricerca di quelle tracce nascoste della sua infanzia. Per questo motivo ho scelto di disegnare la porzione di una soffitta, luogo di ricordi spesso dimenticati, avvolta in una calda luce pomeridiana. La casa delle bambole al centro della stanza non è solo un gioco proveniente dal passato ma diventa la rappresentazione stessa della casa delle zie mentre fuori dalla finestra si intravede il grande e solitario albero di gelso a guardia della casa.”

Rispondendo gentilmente alle domande del Presidente di giuria Gianluca Morozzi, l’autrice, Chiara Ballan, ha concesso una breve intervista:

Com’è nata l’idea che ha dato vita a questo romanzo?

Stavo pedalando su una strada al buio, su una bici senza fanali. Cercando di esorcizzare un po’ la paura ho cominciato a immaginare cosa sarebbe potuto succedere per prevedere ed evitare eventuali fatti spiacevoli. In questi pensieri ho incontrato dei personaggi che non mi hanno più voluta lasciare e che mi hanno tenuto compagnia per i molti mesi in cui ho scritto di loro.

La domanda che tutti temono e che ci si sente sempre fare: c’è qualcosa di autobiografico in questa vicenda o è interamente frutto di invenzione? 

C’è solo una presenza autobiografica in tutto il romanzo: è la tartaruga Poldo. Tutti gli altri personaggi e le vicende che intercorrono tra di loro sono invenzione letteraria, anche se chi mi conosce potrebbe pensare che soprattutto il riferimento ai luoghi non sia poi così fantasioso.

I luoghi, le ambientazioni sono un grande punto di forza de La casa delle zie. Sono posti che conosci bene o hai fatto dei sopralluoghi?

Sono i luoghi dove sono cresciuta e dove vivo. La casa, i monti, il laghetto, i capannoni e le giostre della fiera e tutto il resto fanno parte di un paesaggio in cui sono da sempre immersa. Non ho voluto dare riferimenti topologici specifici per non far cadere il lettore nell’inganno di sapere precisamente di che luogo si stia parlando. Ho preferito invece creare un’atmosfera letteraria che facesse riconoscere l’ambientazione. Di case come quella delle zie ce ne sono molte, nei Monti Berici, così come di laghetti, per non parlare di capannoni e di feste popolari.

Scrittori e scrittrici di riferimento? 

Non solo per questo romanzo, come autrice in generale.  Prediligo i libri in cui il paesaggio e in particolar modo l’ambiente naturale ha un ruolo da protagonista. Durante gli anni del liceo ho letto molta letteratura americana: Poe, London, Thoreau, Twain, Melville, Bellow, Fitzgerald, Kerouac, Salinger, King. Poi ho adorato i racconti di Hemingway, Carver, Paley, Munro. Ho un debole anche per la scrittrice ungherese Szabó. Mentre scrivevo questo romanzo, fondamentale è stato tornare a grandi scrittori veneti, per riassaporare il linguaggio e l’atmosfera: Rigoni Stern, Meneghello, Parise, Pozza, Scapin, Malaguti.

Immergiti nell’immaginario di Chiara Ballan e del suo libro disponibile al seguente link.

Vi auguriamo una buona lettura!



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