30 Nov TALORBIS
È arrivata una novità sul catalogo BookTribu: un romanzo fantastico ed emozionante, di genere fantascientifico, che trae origine da una straordinaria fantasia di questa giovane autrice. Vi presentiamo, TALORBIS (link), di Miriam D’Ambrosio, il nuovo libro della collana BLACK-OUT.
L’autrice ha concesso di rispondere ad alcune nostre domande sul suo romanzo, presentando così una intervista.
Come definiresti Talorbis? Un romanzo di fantascienza? Una distopia? Altro? Un genere del tutto nuovo, magari?
Dopo averlo scritto, me lo sono chiesta tante volte. A che genere appartiene Talorbis? Urban fantasy, direi. Talorbis è ambientato in un mondo ordinario che ha alcuni elementi sovrannaturali. Nella storia, questi elementi sovrannaturali sono considerati normali. L’impronta distopica c’è, ma è vissuta dai cittadini di Talorbis (quelli privilegiati) un po’ come la distopia concepita da A. Huxley: le persone sono felici di vivere nella loro bolla illusoria di libertà.
Come è nata l’idea di Talorbis?
Posso dirti quando e dove è nata l’idea di Talorbis, il come non saprei. Le idee a me arrivano così, in maniera incontrollata e inconsapevole. L’idea di base mi è arrivata sotto casa di mia madre, anni prima che io iniziassi a sviluppare la storia vera e propria. Ricordo che stavo buttando l’immondizia. Quando poi ho iniziato a scrivere la storia, avevo da poco finito il servizio civile a CasaOz, un’associazione che mi ha permesso di approcciarmi per la prima volta al mondo della disabilità. Probabilmente l’evoluzione della storia è stata condizionata da questa mia esperienza. Nel romanzo ci sono i talentuosi, che rappresentano la maggior parte della popolazione e sono dotati di un potere chiamato Talento. Gli anomali invece rappresentano la minoranza, discriminata poiché sprovvista del Talento. Sembra un po’ la distinzione tra normodotati e disabili, anche se la storia non ha nulla a che fare con questo.
Qual’è la tua formazione come scrittrice? Quali sono le letture che ti hanno formata?
In realtà ho studiato tutt’altro. Sono laureata in Scienze dell’educazione, anche se quando ho scelto questa facoltà non sapevo cosa volevo fare della mia vita, come immagino un po’ tutti quelli della mia generazione. La passione per la scrittura l’ho sempre avuta. Poi durante il primo lockdown ho iniziato a scrivere Talorbis e pian piano ho scoperto il mio stile di scrittura. Mi sono iscritta a diversi webinar, dopodiché ho deciso di frequentare un corso di sceneggiatura alla scuola Holden, che mi ha aperto un mondo. Le letture che sicuramente mi hanno più condizionato sono La saga di Divergent, Il mondo nuovo, Arancia meccanica, Fahrenheit 451 e 1984, anche se quest’ultimo concepisce la distopia in maniera differente dalla mia. La sua è una distopia riconosciuta e vissuta come tale dai suoi personaggi.
Talorbis è un progetto non solo seriale ma multimediale. Vuoi spiegarcelo?
Sì, l’idea della serie è nata quasi subito. Sono un’appassionata di Harry Potter e Divergent. Vorrei che alcune storie non finissero mai. Quando leggi e ti appassioni ad una storia, ti identifichi talmente tanto nei personaggi che li rendi reali dentro di te e sapere che al termine del libro la storia andrà avanti ti dà un certo sollievo. Succede lo stesso anche guardando una serie TV. Forse è anche per questo che una serie TV ha più probabilità di successo se si estende per più stagioni.
Potrete trovare TALORBIS sul nostro sito disponibile da oggi su questo link!
Immergetevi nella lettura del mondo fantascientifico di Miriam D’Ambrosio.
Buona lettura!