02 Nov SULLE SCALE DELLA SCUOLA
Sulle scale della scuola (link) è il nuovo romanzo della collana BLACK-OUT in uscita il prossimo 12 novembre 2022.
Il curatore, Gianluca Morozzi, ci presenta Angela Pesce, in un’intervista che ci fa conoscere non solo l’opera, ma soprattutto l’autrice.
Invitiamo tutti i nostri lettori a leggere l’estratto, disponibile gratuitamente nella scheda del libro e ad approfondire questo interessante romanzo attraverso la postfazione realizzata dall’autrice.
Questo è il tuo romanzo d’esordio. Ci puoi raccontare il tuo percorso nella scrittura?
Sulle scale della scuola è il mio romanzo d’esordio.
Ho iniziato a scriverlo alla fine del 2008. Era appena nato il mio primo figlio, ero a casa da scuola in maternità e ho sentito la voglia di raccontare i miei primi anni di scuola, all’inizio si è trattato di una vera e propria documentazione del lavoro svolto, era un modo per restare dentro un mestiere che da poco era diventato il mio e di cui cominciavo a sentire la mancanza. Dopo poco, però, la documentazione è diventata narrazione e ha cominciato a nascere la storia. Appena rientrata a scuola, il lavoro di scrittura si è interrotto: ero di nuovo dentro il mio mestiere, dentro le classi, ed era tutto di nuovo troppo vivo per poterlo scrivere. Nel 2012 è arrivata la seconda maternità e un altro periodo di assenza dalle aule, e ancora una volta ho trovato lo spazio per la scrittura, che ha ripreso la narrazione interrotta quattro anni prima e l’ha portata avanti. Appena ripreso l’insegnamento, però, ancora una volta la scrittura si è interrotta, fino al 2020, quando l’emergenza sanitaria ha obbligato tutti a cambiare i propri ritmi e ha tenuto ragazzi e insegnanti lontani dalle aule. Erano giornate frenetiche in cui cercavo di trovare una nuova forma per un lavoro che richiede presenza e vicinanza, ero sempre davanti al pc nel tentativo di ricostruire una didattica possibile o impossibile, e ho riaperto il file di quello che sarebbe diventato il Sulle scale della scuola
Quanto c’è della scrittrice Angela nel personaggio di Angela?
Io sono la protagonista e racconto in prima persona i miei primi sei anni di scuola, con continui spostamenti temporali sulla scia dei ricordi e dei rimandi, la mia voce sfuma nelle voci della scuola, delle classi, nei rumori delle aule, dei corridoi e dei cortili, che diventano la vera voce narrante del romanzo, che come un coro fa da cornice agli eventi. Alcune delle vicende della protagonista sono realmente accadute negli anni e nei luoghi descritti, o in altri anni e luoghi, a me o ad altri insegnanti che ho incontrato nel mio percorso, alcune vicende invece sono frutto di immaginazione, e tutto si fonde nella finzione narrativa.
Come mai hai scelto di raccontare un periodo ben preciso nella vita e nella carriera del personaggio?
Ho scelto di ambientare il romanzo tra San Giorgio di Piano e Bologna. Ho scelto San Giorgio di Piano per raccontare i primi anni da precaria, fatti di inesperienza, paura, senso di inadeguatezza, ma anche coraggio, fiducia e impegno, c’è un territorio che non si conosce e in cui ci si muove a piccoli passi, è la mia storia e quella di tanti colleghi, delle loro trasferte la mattina presto per raggiungere edifici scolastici ancora sconosciuti, c’è l’accoglienza dei colleghi più anziani, c’è una burocrazia a volte incomprensibile e c’è sempre l’occhio rivolto verso i ragazzi, dai quali partono tutte le scelte didattiche e educative. E poi Bologna per raccontare come l’esperienza e la conoscenza del mestiere e dei luoghi non diventino mai nell’agire della protagonista consuetudine e routine ma restino sempre scoperta e ricerca, fatica collettiva di crescere insieme e imparare.
Chi è il lettore ideale di questo romanzo sulla scuola? I ragazzi, i genitori, entrambi?
É un romanzo che racconta non solo la scuola ma più in generale la partecipazione. La protagonista, ancora studentessa, vuole partecipare alle serate tra amici e compagni di studi perché ha fame e sete di una Bologna che ha sentito solo nelle canzoni; alla sua prima esperienza di lavoro in biblioteca, partecipa alle lotte di lavoratori giovani che scoprono tante contraddizioni del mondo del lavoro; quando viaggia verso la provincia per la sua prima supplenza vuole partecipare al viaggio in corriera insieme ad altri lavoratori, così diversi e eppure così uguali a lei; infine arrivata a scuola, la scuola è per lei mestiere e servizio, pratica didattica e educativa, in una sola parola partecipazione.
Il lettore ideale è chi abbia voglia di prendere parte a queste vicende, di osservarle e sentirsele addosso. Un romanzo per insegnanti, genitori,e ragazzi, purché siano disposti a vedersi oltre il ruolo di insegnanti, genitori, ragazzi.
Ti piacerebbe che i ragazzi e le ragazze che animano le pagine di questa storia lo leggessero?
Mi piacerebbe che lo leggessero i ragazzi e le ragazze che hanno appena terminato la loro esperienza di scuola, mi piacerebbe che in queste storie ritrovassero esperienze e emozioni vissute e recuperassero la memoria della scuola come spazio per stare bene insieme, al di là delle aspettative familiari e delle differenze.
Pochi giorni fa ho incontrato un ragazzo che ha ispirato alcune delle pagine di questo libro, non lo vedevo da anni e ho fatto fatica a riconoscerlo, mi ha detto con il sorriso negli occhi che quello era il giorno perfetto per incontrarmi perché il giorno dopo si sarebbe laureato e poi mi ha ringraziata. In realtà ci siamo ringraziati a vicenda e entrambi abbiamo ringraziato la scuola. Sì vorrei che lui leggesse questo libro.
Ringraziamo Gianluca Morozzi per la sua intervista e vi auguriamo buona lettura con il nuovo romanzo BLACK-OUT: Sulle scale della scuola (link).