24 Nov SILK ROAD
Con l’arrivo del Natale, ecco l’ultima pubblicazione BLACK-OUT del 2022! Il prossimo 3 dicembre BookTribu presenta al pubblico SILK ROAD (link) di Alessio Gallerani, vincitore nel 2018 del premio Altieri di Segretissimo Mondadori.
Un viaggio verso oriente, l’evocazione di un antico evento e uno scontro nel deserto dell’Uzbekistan sono alcuni degli elementi che compongono una trama originale e avvincente.
Silk Road è un’avventura a sfondo distopico con elementi paranormali di cui l’autore anticipa: “Quando ho scritto questo romanzo non pensavo alla situazione geopolitica mondiale, ma credo che si possa adattare a tutte le epoche e per ogni fattore di scala, dal piccolo al grande: l’uomo è sempre stato un animale (a)sociale. È sempre la solita storia, quando un gruppo di potere vuole esercitare la propria arroganza nei confronti dei più deboli, pensando di farla franca, ma non sempre va come preventivato”.
Ha intervistato per noi l’autore Gianluca Morozzi, curatore della Collana
Come presenteresti questo romanzo ai potenziali lettori? Potresti accostarlo a qualche autore o a qualche titolo?
Forse potrei indicare qualche titolo di Glenn Cooper, o di Dan Brown, ma solo come genere. Nel senso che, in una visione poco fantascientifica, ci sono comunque elementi che vanno oltre il “naturale”. Questo romanzo ha come sfondo una visione distopica del mondo, per il resto è un grande “what if” su alcuni grandi misteri dell’umanità. Come alcuni scrittori hanno fatto nelle loro distopie, ho scelto una visione estremizzata del mondo, nel senso che ho scelto alcuni temi portanti e poi sono partito per la tangente nella costruzione dello stesso.
Stringo l’obiettivo su una piccola parte di questa umanità, la Carovana che parte a cercare lavoro in Cina, per non rimanere troppo staccato dai protagonisti, che sono comunque un nutrito gruppo. Poi, con un espediente, apro una finestra sul resto del globo, per cercare di descriverlo senza essere troppo pesante con gli spiegoni.
Ma tutto questo non c’entra nulla con il tema di fondo, il mio “what if” di cui parlavo prima. In effetti avrei potuto ambientare la vicenda anche ai nostri giorni, ma mi piaceva speculare sulle derive che poteva prendere la nostra realtà in un futuro prossimo e, nello stesso tempo, inserire elementi di intrattenimento avvincenti.
La fantascienza nelle sue varie declinazioni ha sempre faticato a emergere in Italia, forse con l’eccezione delle distopie. Sei d’accordo?
Sono abbastanza d’accordo. Secondo me, le distopie, per il fatto che si legano, e si collegano, ad alcuni elementi della società contemporanea, sono più “digeribili” da coloro che non amano troppo le speculazioni scientifiche e futuribili, o addirittura impossibili, che si trovano in molti romanzi di fantascienza.
Com’è nato lo spunto iniziale di Silk Road?
E se…. E se a una delle domande che più arrovellano la gente, e per cui alcuni scienziati si adoperano maggiormente, ci fosse davvero una risposta? E se questo rovello, che compare spesso sugli articoli scientifici acchiappaclic, fosse una possibilità raggiungibile, seppur con sistemi non ortodossi? Questo è il cuore dell’idea. Poi ho lavorato sul contesto e inserito i personaggi in maniera che il narrato risultasse il più credibile possibile, pur ambientandolo in un mondo non proprio idilliaco.
Tu hai un lungo percorso di pubblicazioni alle spalle, spaziando anche tra generi molto diversi tra loro. Vuoi raccontarti come autore?
Ho quasi sempre scritto basandomi su una idea “motrice”; la storia prima dei personaggi. È una polemica infinita questa, cioè se è più importante la storia o i personaggi. Non prenderò una posizione su questo argomento. In ogni caso penso che una storia forte, un’idea trascinante, porti con sé anche personaggi molto caratterizzati.
Quindi non mi faccio scrupoli a scrivere qualunque genere, se un giorno sono dentro l’idea di un racconto umoristico, o uno horror, o un altro che prevede di inserire elementi paranormali per chiudere il cerchio di quella stessa idea. Poi spesso la storia procede anche grazie alla profondità dei personaggi, dalle cui sfaccettature nascono bivi che alla prima stesura della trama non avevo pensato.
Vedremo ancora il mondo che hai creato in questo romanzo?
Dipende dalle ipotesi che scaturiscono dal finale del romanzo, dalle domande che potrebbe porsi un lettore. Un sequel o un prequel, in ogni caso sarebbe una storia non collegata temporalmente a stretto giro con questa, ma un romanzo indipendente con solo alcuni riferimenti a Silk Road..
Ringraziamo Gianluca Morozzi per la sua intervista e vi auguriamo buona lettura con il nuovo romanzo BLACK-OUT: SILK ROAD (link).
Buon divertimento!