02 Dic Ricordi di una tazza di tè
La nuova stagione fredda ci invita alle tradizionali letture sotto le coperte, e perchè no, con una buona tazza di tè! Inauguriamo la pubblicazione della nuova antologia di racconti dell’autrice Camilla Insom, Ricordi di una tazza di tè (link). Racconti intimamente legati alla memoria, al ricordo, perchè scrivere significa anche non dimenticare.
Ma sarà l’autrice a spiegarci cosa significa questa nuova opera.
Camilla, raccontaci qualcosa di te.
Bella domanda… Sono nata a Firenze e sono sempre stata attratta dalla musica. Ho iniziato a suonare da bambina il pianoforte, prima, e poi la viola. Suonare mi ha portato a conoscere sempre persone nuove e di varia origine. Ho potuto viaggiare e conoscere realtà molto diverse dalla mia. Ho sempre tenuto un “piede” in campo scientifico ‒ da piccolina desideravo diventare paleontologa ‒ e con uno sguardo rivolto sempre al passato, considerando, questo, fonte di ogni risposta del presente. Dopo il diploma in Conservatorio, ho iniziato a insegnare prima nelle scuole di musica e poi nello Stato. Ecco, quando si dice “esperienza segnante”… insegnare, decisamente, lo è perché porta a mettersi in discussione ogni momento stimolando, quindi, una crescita continua e costante. Il rapporto, anzi, il confronto continuo con gli studenti è la cartina tornasole del docente e un arricchimento personale incredibile. Mi piace studiare. Sempre e cose nuove e non solo in campo musicale o didattico.
Come nasce “Ricordi di una tazza di tè”?
Difficile a dirsi. Ha una nascita “a piccole dosi”. In un periodo non facile della mia vita, mi sono avvicinata alla scrittura quasi come una “terapia”. Potrei dire che i primi racconti sono nati per “necessità”: il bisogno di buttare su carta, sensazioni, emozioni, pensieri dandogli, però, una forma. Un po’ come la tazza contiene il tè, i pensieri e le emozioni venivano raccolti ‒ o forse accolti ‒ dal racconto.
Quando dovevo pensare ad un titolo adatto, mi è venuto in mente il personaggio di Mrs Teapot della favola Beauty and the Beast e, in particolare, al personaggio di Chicco raffigurato nel film di animazione omonimo della Walt Disney, come una tazzina da tè “sbocconcellata”. “Ricordi di una tazza di tè” è dedicata a mio figlio e, dunque, il titolo non poteva che essere questo.
Che ruolo riveste, nei tuoi racconti, il passato?
Sicuramente, un ruolo importante. Siamo figli del nostro passato che può essere, anche non necessariamente, un vissuto diretto ‒ ma anche indiretto ‒ attraverso le storie di famiglia, aneddoti e racconti.
Quanto incide, nella tua penna, il tuo essere musicista nella vita?
Sinceramente non lo so. La musica è un qualcosa che fa parte di me da quando ero piccola: mi accompagna in ogni momento della giornata. La musica è un linguaggio vero e proprio che ha il grande pregio di parlare, senza alcun filtro, direttamente al cuore mettendo in moto le emozioni in via diretta.
La scrittura: cosa rappresenta per te?
La scrittura è racconto, la possibilità di comunicare agli altri pensieri, storie, emozioni in più è un modo “catartico” di affrontare la vita.
Se dovessi pensare a uno o più autori (anche compositori, perché no?) che più ti hanno formata nel tempo, che nomi faresti?
Nomi… me ne vengono in mente tanti. Tra i compositori, non saprei dire. Per chi nasce musicista è difficile “scegliere”. Forse, un compositore che ha segnato un punto di svolta nella mia vita è stato Schostakovich. Tra gli scrittori, Tolkien ma anche Eco. Sono stata affascinata da Yoshimoto ma anche da Pratolini. Sciascia come la Murgia. Insomma: ho sempre letto, tanto e di vario stile e genere. Sono però sempre stata molto selettiva e se un libro mi prende, lo fa dalla prima pagina. Un’opera, forse per me “radicale”, è di Pascal Quignard: Tutte le mattine del mondo.
Progetti in cantiere per il futuro?
Difficile dirsi. Questo è il primo esperimento letterario: sono affascinata da quello che potrebbe portare e chissà… magari troverò ispirazione per qualcosa di ulteriore. Nella vita non si può mai sapere, non mi precludo nulla. Ogni giorno può essere una nuova “sfida” bellissima e a me piace affrontare ogni giorno così: senza aspettative ma con tanto altro.
E mentre le festività si avvicinano speriamo di lasciarvi un indimenticabile momento con Ricordi di una tazza di tè (link). Buona lettura!