26 Set Peripezie di un piccione rock
Accogliete con noi un romanzo che è stato onorato del prestigioso Premio Drammatico nell’ambito dell’8° Concorso Letterario, Peripezie di un piccione rock (link), di Federico Bagni. Questa storia non fa sconti, raccontando la vita, il mondo e la struggente umanità delle persone quando vengono travolte dagli eventi.
Il romanzo esplora la resilienza umana di fronte alle sfide della vita, offrendo un ritratto intenso e toccante delle persone che lottano per trovare un senso di appartenenza in un mondo in costante cambiamento. Attraverso una prosa coinvolgente e una narrazione appassionante, questa storia cattura l’essenza della condizione umana, dimostrando che la forza e la fragilità coesistono in ogni individuo.
Preparatevi a immergervi in un viaggio letterario che vi farà riflettere sulle sfide e le gioie della vita, mentre esplora le profondità dell’animo umano.
Alice Paccagnella si è resa disponibile a condividere le sue riflessioni condotte nel corso della creazione della copertina:
“Per la copertina di questo libro ho deciso di rappresentare il Generale Martina che incarna la resilienza e il non arrendersi anche quando la vita ci fa sgambetti. Uno stile minimalista mi è sembrato il più adatto nell’ ideare la copertina proprio a contrasto con l’intricata e coinvolgente narrazione che l’autore ci propone”
L’autore Federico Bagni ha accettato cortesemente di rispondere alle domande del Presidente di giuria Gianluca Morozzi, dando vita a una breve intervista:
Vuoi spiegare ai lettori il significato di questo sorprendente titolo?
Il titolo definitivo del romanzo, “Peripezie di un piccione rock”, evoca il Generale Martina, piccione con un’ala sola che fa compagnia a Davide (il protagonista del romanzo) ed al suo amico Zampa al Legnone, la fabbrica abbandonata nella quale hanno trovato rifugio. Ma in fondo lo stesso Davide è un piccione rock, per via del carattere tenace e combattivo che oppone alle disavventure che si trova ad affrontare. Le peripezie a cui allude il titolo attengono all’iniziazione al mondo criminale a cui Davide verrà sottoposto, nonché al conseguente rifiuto, da parte del protagonista, di tale percorso.
Qual è la scintilla che ha dato vita al romanzo?
L’ispirazione può bussare in qualsiasi momento. Nel caso specifico si è presentata una mattina d’estate. Mi trovavo presso un laboratorio medico, per un banale esame del sangue. Prima di me, gli operatori di attrezzature pesanti di una ditta locale si erano sottoposti ai controlli medici periodici, obbligatori per legge. Forse per analogia con quel contesto mi è tornato in mente un articolo letto tempo prima, che parlava di un cadavere occultato nelle fondamenta di un palazzo in costruzione. La storia si è poi sviluppata per conto proprio, in maniera del tutto spontanea, ma la scintilla è nata quella mattina d’estate, nella sala d’attesa di un laboratorio medico.
Quali sono i tuoi maestri, in campo letterario?
La passione per la scrittura è, prima di tutto, passione per la lettura. E devo molto, in questo senso, ad autori come Michael Ende, Michael Crichton, Stephen King, Milan Kundera, Ian McEwan, Paul Auster, Dino Buzzati, Italo Calvino, Pier Vittorio Tondelli ed Andrea De Carlo. Lo so, è un elenco eterogeneo, ma ciascuno di questi scrittori ha influito profondamente sul mio modo di leggere, prima ancora che sul mio modo di scrivere.
Qual è il tuo personaggio preferito del romanzo?
Davide Lisca, il protagonista, è un personaggio a cui sono molto affezionato, per il miscuglio di fragilità e coraggio che lo contraddistingue (questa storia è pur sempre un romanzo di formazione, anche se in senso lato). Ci sono però anche personaggi minori (penso per esempio allo squinternato Telo e alla sua scrofa Cindy) che si sono ritagliati uno spazio ed un impatto emotivo superiori alle iniziali aspettative.
Entra nel mondo dell’autore Federico Bagni attraverso il suo romanzo attraverso questo link.
Vi auguriamo una piacevole lettura!