27 Mag MOSTRI
Il prossimo 4 giugno esce un nuovo romanzo BLACK-OUT, collana di opere di autori esordienti condotti alla prima pubblicazione dal Curatore e docente di scrittura creativa Gianluca Morozzi.
MOSTRI (link) è un Noir che l’autrice, Ilaria Raineri ci racconta in questo Breve passaggio:
“Sarà forse deformazione professionale, ma come psicologa e come donna la mente umana ha sempre esercitato in me un fascino eccessivo, con le sue infinite peculiarità e contraddizioni, anche le più oscure. MOSTRI è il primo risultato di una lunga serie di testimonianze, dirette e indirette, che mi hanno spinta a tramutare in romanzo ciò che quotidianamente accade nella nostra società, nel mio lavoro, nell’angolo che fa più paura.”
Ilaria è stata intervistata per noi da Gianluca Morozzi.
Questo è il tuo primo romanzo. Come sei approdata alla scrittura?
Io scrivo da sempre. Da sempre i miei pensieri e le mie riflessioni si depositano su un foglio per prendere forma. Alle scuole medie avevo creato un blog e ciò che scrivevo riceveva un buon seguito dai miei coetanei e inventavo storie e racconti ogni volta in cui ne avevo la possibilità, purtroppo anche durante le lezioni scolastiche. Crescendo, ho sentito il bisogno di un soggetto di più ampio respiro ed è nato Mostri. Il mio secondo romanzo è già in lavorazione e, lavoro permettendo, occupa molto del mio tempo.
Mostri affronta un tema drammatico e sottovalutato come il cosiddetto bullismo. Hai studiato il fenomeno per scriverne?
Io sono Psicologa e ho conseguito un Master di secondo livello in Psicologia Giuridica. Questo tipo di formazione mi ha fornito molto materiale per creare il profilo psicologico e comportamentale di Ginevra: i serial killer hanno quasi tutti in comune alcune peculiarità, nella loro storia troviamo dei predittivi che rendono più probabile il loro sfociare nel crimine quando un evento scatenante attraversa la loro esistenza. La mia protagonista non fa eccezione.
Come mai l’ambientazione milanese?
Conosco bene Milano, ci ho vissuto per alcuni anni studiando all’Università e frequentando un importante corso di doppiaggio. Ho scelto questa città perché nell’immaginario comune rappresenta molto bene il senso di solitudine, di inadeguatezza che alcuni provano vivendoci. A Milano o sei qualcuno o non sei nessuno, tertium non datur. Apparentemente è il luogo di ogni trasgressione e bizzarria, nei fatti però le regole sociali sono già ben scritte. Bologna, la mia città, ha tutt’altra fama. Mi è parso distonico e meno accettabile ai più far sviluppare un profilo criminale in una città che si considera accogliente e “socievole”. La realtà è un po’ diversa, ma concedetemi questo cedimento al luogo comune.
Il romanzo si svolge in un tempo pre-social come li intendiamo ora (si nomina MySpace, per capirci). Come mai questa collocazione temporale?
Grazie per la domanda, come si usa dire. La scelta non è casuale e vuole sottolineare un aspetto per me fondamentale. Negli ultimi tempi si è fatta strada una convinzione a mio parere errata, cioè che la violenza degli adolescenti sia in gran parte determinata o almeno favorita da un uso eccessivo e inappropriato dei social che veicolano a velocità pazza comportamenti un tempo ignoti ai più. Non nego che ciò sia parzialmente vero ma credo che la vera radice del fenomeno sia nella famiglia. Comunicazione assente, genitori troppo presi dalle loro professioni, incapacità nell’applicare una educazione più normativa. Togliendo nel mio libro i social, ho cercato di far maggiormente emergere questo aspetto causale. Il tempo di qualità dedicato ai figli non è tempo sottratto al lavoro ma è la base necessaria per crescere un figlio ben inserito nella società
Pensi che Mostri, in senso stilistico, sia figlio delle tue letture? Di autori e autrici che hai amato?
Se dovessi elencare tutti gli autori che mi hanno lasciato qualcosa di bello dovrei riempire dieci pagine. Io leggo molto, non un genere in particolare ma tutto ciò che mi spinge alla riflessione. L’impostazione di questo libro è un omaggio a Cronaca di una morte annunciata di Gabriel Garcia Màrquez, e non voglio dire di più. Amo la scrittura di Chuck Palahniuk che ti scombina la mente con i suoi colpi di scena. Non posso non citare una grande donna come Oriana Fallaci per quanto riguarda lo stile asciutto ma meravigliosamente commovente. Troverete anche il profumo di scrittori-non scrittori: Fabrizio De André e Giorgio Gaber, solo per citarne alcuni.
Ilaria Raineri e il suo MOSTRI (link): non perdetevi questa lettura appassionante raccontata da una nuova voce BLACK-OUT!