07 Mar L’UOMO IN TERZA FILA
Un romanzo ricco di mistero, un noir erotico che parla di sentimenti buoni e cattivi. L’uomo in terza fila di Paolo Saccani (link) esce in tutte le librerie e gli store online a partire dal prossimo 23 marzo, ed è disponibile in prevendita su BookTribu!
È una storia in cui sentimenti opposti spesso si mescolano senza la diretta volontà dei personaggi, travolti da emozioni e passioni così forti da far perdere loro il controllo e la lucidità. In un potente intreccio alchemico tra noir, thriller ed erotismo , la trama si arricchisce di colpi di scena e misteri, fino a rivelare il mistero che si cela dietro l’uomo in terza fila.
Conosciamo insieme l’autore grazie all’intervista che Gianluca Morozzi ha fatto per noi.
Ogni romanzo nasce da una scintilla, un’idea folgorante, un’immagine madre, a volte un sogno. Da cosa nasce L’uomo in terza fila?
Il romanzo nasce da un’immagine, quella di una ballerina vestita di rosso che nota tra il pubblico in penombra uno sguardo che la cattura all’improvviso, senza una particolare ragione. Da qui si sono sviluppati i capitoli di stampo più erotico-romance, che in realtà sono stati il fondamento della primissima stesura della trama.
Come hai delineato il personaggio principale? Non è mai semplice per un uomo calarsi nei pensieri e nelle reazioni di una protagonista femminile.
Le caratteristiche di Greta e le sue reazioni non sono frutto di particolari studi psico-sociologici, bensì di un piacevole impegno nel mettermi letteralmente “nei suoi panni”; oltre alle reazioni emotive, anche le scene di sesso e le sensazioni di Greta, sono state dettate quasi inconsapevolmente dal mio lato più sensibile e profondo, senza artifizi. La cosa bella è che un mio grande amico e riconosciuto psicanalista al quale ho fatto leggere il romanzo, mi ha chiesto la stessa cosa, ossia come ho fatto ad entrare in modo così realistico nell’universo femminile; il che mi ha davvero lusingato.
Come hai delineato gli sviluppi della trama? Avevi già in mente il finale o è nato strada facendo, un po’ alla maniera di Stephen King?
La trama si è sviluppata di fatto da sola, tra le mani mentre scrivevo. Come accennavo prima, sono partito da un’immagine e da un’idea più romance, ma durante la fase di scrittura sono emerse altre sfaccettature, episodi, personaggi, senza seguire uno schema particolareggiato, come accade nella vita reale. Spero che questo renda il romanzo e i suoi protagonisti il più genuini e imprevedibili possibile.
Del finale non parliamone; ti dico solo che ho presentato all’editore l’opera con due finali perché non riuscivo a decidere quale mantenere e quale buttare. Diciamo che il finale che ora si trova nel libro, è una miscela di entrambi…ma non vado oltre, per comprendere quello che sto dicendo occorrerà leggere “L’uomo in terza fila” fino all’ultima pagina.
L’ambiente della danza conferisce un tono ancor più affascinante all’atmosfera erotico/noir del romanzo, come mai hai deciso di utilizzarlo?
Perché la danza è una splendida arte e l’arte è bellezza che si esprime in un’espressione d’amore, verso noi stessi e verso il nostro pubblico. La danza in particolare è anche grazia, gestualità, movimento corporeo para verbale, quindi in qualche modo erotismo. La bellezza di Greta, citata più volte nel romanzo, si accompagna così alla sua arte e questo rende la protagonista ancora più interessante e complessa: a volte eterea e potente come una divinità, a volte fragile come un vaso di cristallo.
Ringraziamo Gianluca Morozzi per la sua intervista. Buona lettura con L’uomo in terza fila di Paolo Saccani (link)!