Luisa Patta premiata al Nabokov e al premio Cefalù

Luisa Patta premiata al Nabokov e al premio Cefalù

Un’altra autrice BookTribu arriva in finale al premio Nabokov. Dopo la menzione speciale nell’edizione 2021 per Bob Dylan spiegato a una fan di Madonna e dei Queen di Gianluca Morozzi, Luisa Patta, autrice di Umane traiettorie (link) con cui è risultata tra i vincitori del settimo concorso nazionale BookTribu, è stata premiata tra i finalisti con un racconto inedito al Nabokov, lo scorso 18 marzo.

Luisa Patta è di Perugia ma abita a Siena, ha 38 anni e di professione fa l’educatrice in un nido d’infanzia della sua città.

L’ha intervistata per noi Riccarda Dalbuoni.

Luisa, un altro premio, a quanti riconoscimenti siamo arrivati?

“In due anni più di sessanta, tra primi, secondi e terzi posti, ma anche premi della critica e menzioni d’onore. Umane traiettorie, oltre ad altri racconti, è stato molto apprezzato. In ordine di tempo, Umane Traiettorie ha ricevuto l’encomio della giuria all’ottavo concorso internazionale di poesia e narrativa Città di Cefalù, la premiazione sarà a Cefalù il prossimo 3 giugno”.

Cosa significa per te scrivere?

“Scrivo sin da quando ero piccola, tutti i giorni ricavo un momento in cui mi dedico alla scrittura, almeno mezz’ora. E’ un mio modo per stare bene, rielaborare il vissuto e i pensieri. Faccio un lavoro a contatto con le persone e di questo parlano i miei racconti, il soggetto è sempre l’altro, le confidenze raccolte e romanzate diventano un racconto. Siccome mi piace correre tra le campagne senesi, quando sono in movimento, nella natura, mi vengono le idee per le mie storie. La mia passione per i viaggi all’estero e tra le regioni d’Italia, mi porta a carpire quello che vedo e a trasformarlo in racconti, ricostruendo le ambientazioni, i discorsi, le inflessioni dialettali con cui sono venuta a contatto. A giugno trascorrerò un mese in Polonia, in una cittadina al confine con la Germania. Sono sempre alla ricerca di nuove storie e nuove ispirazioni e non vedo l’ora di mettermi in viaggio”.

Continuerai con la forma del racconto o tenterai il romanzo?

“Vorrei provarci, mi serve tempo e mi piacerebbe arrivare preparata a questa forma narrativa che richiede un certo impegno. L’idea che mi gira in testa da un po’, è scrivere un romanzo ambientato in Sardegna, la terra natale di mio padre, che amo, conosco e vorrei omaggiare in questo modo”.

Ringraziamo Riccarda Dalbuoni (www.riccardadalbuoni.it ) per la sua intervista.

Buona lettura con Umane traiettorie (link)!



Vuoi rimanere sempre aggiornato sulle nostre ultime novità?
Iscriviti alla nostra newsletter!