09 Dic L’Azienda Armonica
L’Azienda Armonica (link) di Fausto Piccinini — il manifesto per un nuovo modo di fare impresa
Nelle pieghe dell’economia italiana, tra capannoni che resistono e botteghe che innovano in silenzio, oggi si consuma una battaglia invisibile: quella tra la scorciatoia del profitto rapido e il valore solido che solo l’etica può generare.
L’Azienda Armonica, il nuovo libro di Fausto Piccinini, nasce proprio qui — nel cuore pulsante delle PMI, dove ogni scelta è un bivio e ogni deviazione può cambiare il destino di un’impresa, di una comunità, di un territorio.
Piccinini firma un vero e proprio manifesto per l’imprenditore etico, un invito a superare l’idea dell’impresa-macchina che macina fatturato e brucia persone, per abbracciare una visione più evoluta: quella dell’ecosistema, in cui il business prospera quando testa, cuore e anima lavorano insieme.
In un tempo in cui l’erosione dei valori sembra più pericolosa della concorrenza, l’autore indica la via: la disciplina dello Strategic Foresight, l’arte di vedere i segnali prima che diventino tempeste, e di trasformare le minacce in opportunità capaci di durare.
“Perché, in un mondo che corre veloce, l’unico vero vantaggio competitivo duraturo è la fiducia.”
Tra pagine che alternano strategia, esperienza vissuta, fallimenti raccontati senza filtri e visioni di futuro, L’Azienda Armonica è un libro che parla a chi vuole costruire — non solo crescere. A chi sa che la scorciatoia costa sempre troppo e che un’impresa è, prima di tutto, una responsabilità: verso i propri dipendenti, verso il territorio e verso la comunità che la sostiene.
“Questo è un messaggio di speranza, di etica e di strategia. Un ritorno all’etica come motore di business.” — Fausto Piccinini
Il risultato è un manuale lucido e necessario, che illumina i punti ciechi del sistema economico italiano e propone una cultura imprenditoriale capace di futuro. Un libro che non racconta solo come si guida un’azienda, ma come si costruisce un’eredità.
Conosciamo l’autore e la sua opera grazie a questa breve intervista.
Raccontaci in breve chi sei?
Sono un imprenditore che ha fatto molte cose — bancario, consulente IT, fondatore di aziende tech, presidente di un Gruppo Terziario in Unindustria — ma soprattutto un osservatore curioso della realtà economica italiana.
Ho vissuto da dentro il mondo delle PMI: ho conosciuto la fatica quotidiana del bilancio, la tentazione della scorciatoia e la forza silenziosa di chi, ogni giorno, sceglie di fare la cosa giusta.
Sono anche un appassionato di ciclismo e di sport, perché credo che la leadership, come il ciclismo di squadra, non sia questione di forza individuale, ma di ritmo, fiducia e resistenza collettiva.
In una parola: sono un cittadino-imprenditore, convinto che il business possa — e debba — essere un motore di bellezza, giustizia e armonia.
Come è nata l’idea di questo libro?
L’idea nasce da una domanda semplice, ma dolorosa:
“Perché tante imprese italiane muoiono non per mancanza di talento, ma per esaurimento etico?”
Ho assistito a troppe storie di aziende che si erano svuotate dall’interno: profitto ossessivo, persone trattate come costi, territorio dimenticato. E al contempo, ho visto (e vissuto) che la via più resistente non è la più veloce, ma la più armonica.
Adriano Olivetti è stato la mia bussola: non perché va imitato, ma perché ci ha mostrato che l’economia può avere un’anima.
Così ho voluto scrivere un manifesto per gli imprenditori silenziosi, quelli che non fanno rumore ma costruiscono valore ogni giorno. Un manuale di sopravvivenza morale, prima ancora che economica.
Quanto c’è di te in questo libro?
Tutto.
Non c’è un capitolo che non nasca da un’esperienza vissuta: dalla gestione di una crisi societaria — raccontata nella Parte VI come “il peso dell’eredità” — al confronto con la tentazione dell’evasione, fino all’uso consapevole dell’Intelligenza Artificiale nella mia azienda GEAR.it, una Società Benefit.
Anche il fallimento, descritto in modo quasi chirurgico nei Capitoli 10 e 11, non è teorico. L’ho attraversato. E quel dolore ha generato una domanda fondamentale:
“Se dovessi ricominciare, cambierei solo il business plan… o cambierei anche me?”
Questo libro è la risposta.
Quali sono i tuoi progetti futuri?
Sto lavorando a due grandi progetti che estendono proprio i temi del libro:
- “Studi di Futuro Locali”: una rete di laboratori territoriali — in collaborazione con università, scuole e PMI — per portare lo Strategic Foresight fuori dai board delle grandi aziende e dentro le botteghe, le officine, i laboratori artigiani. Perché il futuro non si prevede: si co-progetta.
- “L’Accademia dell’Imprenditore Cittadino”: un percorso formativo ibrido (fisico e digitale) che unisce competenze tecniche, intelligenza emotiva ed etica operativa. Non voglio insegnare a fare soldi. Voglio aiutare a costruire imprese irremovibili, cioè quelle che nessuna crisi può distruggere perché sono radicate in valori, persone e territorio.
- Se potessi lasciare un solo concetto a un giovane che oggi sogna di aprire un’azienda, quale sarebbe?
“Non fondare un’azienda. Fonda una responsabilità.”
L’errore più grande è pensare che l’impresa sia tua. Non lo è.
È in custodia: dei tuoi dipendenti, dei tuoi clienti, del territorio che la ospita, e — sì — anche dello Stato che ne garantisce le regole.
Il profitto arriverà se il sistema è in equilibrio. Ma se lo cerchi come fine, non come conseguenza, ti porterà fuori strada.
Quindi:
- Metti l’etica nel processo, non nella comunicazione.
- Usa la tecnologia per aumentare l’umano, non per sostituirlo.
- Fai del fallimento un passaggio — non un punto di arrivo, ma un punto di svolta.
Ed è importante ricordare:
“Il vero vantaggio competitivo non è avere ragione — è saper restare in piedi anche quando hai torto, perché hai agito con integrità.”
Buona lettura con L’Azienda Armonica (link)!