Il sangue del Daino

Il sangue del Daino

Un daino, il destino e il coraggio: il nuovo romanzo di Mauro Marchesini.

Un pomeriggio grigio e umido, la nebbia che sale lenta dalla bassa padana, tre vite che si incrociano per caso — o forse per destino. Così si apre il nuovo romanzo di Mauro Marchesini, Il sangue del Daino (link), una storia sospesa tra realismo e lirismo, dove la quotidianità si tinge di mistero e l’imprevisto diventa la scintilla che accende la consapevolezza di sé.

Un ragazzino comparso dal nulla, un uomo e la sua compagna, un daino che, nel più imprevedibile degli accadimenti, offrirà la propria vita perché tutto possa compiersi. Da questo incontro nasce un racconto che parla di libertà, di coraggio e di rinascita interiore — quella che arriva solo quando si ha il coraggio di seguire il cuore, anche a costo di smarrirsi.

Come afferma lo stesso autore:

“Il coraggio percorre una distanza molto breve dal cuore al cervello, ma quando se ne va non si può sapere dove si ferma.”

In queste pagine Marchesini ci invita a fermarci un istante, a osservare i gesti semplici, le esitazioni e i piccoli miracoli nascosti nella vita di tutti i giorni. Ci mostra come, a volte, basti un solo istante — un incontro inatteso, un evento inspiegabile — per rivelare la parte più autentica e luminosa di noi.

Con una scrittura limpida e intensa, Mauro Marchesini conferma la sua capacità di dare voce alle emozioni più sottili e ai momenti in cui il destino sembra bussare piano alla porta della vita.

Scopriamo di più grazie all’intervista del curatore della collana Gianluca Morozzi

Ti ritroviamo con un nuovo romanzo dopo La separazione del grano. Com’è nato lo spunto per Il sangue del daino?

Il precedente, essendo autobiografico lo considero come una sorta di diario, una confessione, prima di tutto a me stesso, dove i fatti, i protagonisti, a parte qualcosa di romanzato, erano giocoforza realistici, di inventato diciamo v’era ben poco. Quando lo terminai mi venne subito il desiderio di misurarmi con qualcosa di diverso, di partire da zero, a quanto nella vita di tutti i giorni ci può accadere e a come a ciò reagiamo.

Uno dei temi del romanzo è l’eredità di un triste passato, i conflitti mai risolti con la guerra e il fascismo. Trovi che sia un tema importante?

Importante e aimè sempre attuale. Poi che come dici, mai realmente risolti. Fu gettato un colpo di spugna, “L’amnistia” come allora la chiamarono, fu di fatto a madre di tutto quello che accadde dopo, dai servizi segreti, alle varie formazioni terroristiche, e le conseguenze le viviamo tutt’ora.

Senza entrare nei dettagli della trama, quanto ti sei ispirato a vicende che invece sono di stretta attualità?

Ritengo che chi scrive, chi narra una vicenda, una storia, debba misurarsi sia con la pura finzione, quanto a ciò che lo circonda, il tempo che vive. Calarsi nel sogno, quanto nella stretta attualità, In questo caso mischiando un pò entrambe le cose, ho scelto un tema che da anni, troppi, mi sta particolarmente a cuore.

Quale sarà il prossimo romanzo?

Parlerà della mia città, Bologna, anche perché sarà la prima volta e come persona, ma ancor più Bolognese, mi sento in debito con lei.

Vi auguriamo una buona lettura con Il sangue del Daino (link)!



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