29 Ott Il capostipite
Un romanzo storico approda nella collana BLACK-OUT curata dallo scrittore Gianluca Morozzi. Il capostipite (link) di Umberto Trezzi ci porta nel cuore della Lombardia di fine Settecento, grazie a un protagonista, Domenico, che scopre in una cava di marmo l’ambizione di diventare “costruttore” per il Duomo di Milano. Ma mentre la sua vita si intreccia ai sogni e alle lotte di un’epoca in fermento, i confini tra illusione e realtà diventano sempre più labili.
Curiosi? Conosciamo meglio questa nuova opera e il suo autore, grazie all’intervista dello stesso Gianluca Morozzi.
Da dove nasce lo spunto per questa vicenda?
Non avendo conosciuto i miei nonni ed essendo stato mio padre orfano a 6 anni ho avuto una gran curiosità di conoscere di chi fossi discendente. Tra l’altro sapevo che tal Aurelio Trezzi era stato un importante architetto che operò a Milano nell’epoca del seicento spagnolo, al quale vanno attribuiti tra l’altro lo splendido cortile del seminario arcivescovile e l’arco di Porta romana, ed ero curioso di sapere se fossi un suo discendente. La mia ricerca è stata appassionante, svoltasi soprattutto tra archivi parrocchiali e polverosi libroni. La ricerca è stata … facilitata dal fatto che dal 1850 fino al 1500 i miei avi fossero tutti provenienti da una cascina nei pressi della cittadina agricola di Corbetta: Contadini, anzi servi della gleba, altro che architetti!!
Ebbene ad un certo punto scopro che una registrazione malscritta, vista coi miei occhi, trasformava il cognome di Domenico Trezzo in Trezzi, Errori questi molto consueti allora, ma ciò bastava per considerare Domenico il Capostipite della mia famiglia, personaggio fondamentale quindi e degno di diventare protagonista di un romanzo.
“Il capostipite” potrebbe rientrare nel genere della Saga familiare?
Con molta presunzione direi di sì, anche se il romanzo si concentra soltanto sul periodo di vita del solo “capostipite” Si accenna anche ai genitori di Domenico e ad un nonno oltre che ai suoi figli, ma per diventare una saga avrei dovuto dare molto più spazio ad altri miei avi. Comunque direi che siamo in quel genere di romanzo storico famigliare che sembra andare per la maggiore in questo momento.
C’è stato bisogno di molte ricerche per descrivere così bene lo sfondo geografico e storico nei vari anni in cui il romanzo è articolato?
Volevo che i miei personaggi avessero una credibilità storica e per questo ho voluto informarmi a fondo sulla realtà contadina della Lombardia di fine 700 e alcuni libri di importanti storici italiani mi sono stati di grande aiuto. Inoltre ho ottenuto dalla parrocchia e dal comune di Corbetta molti libri e documenti che mi hanno consentito di “vedere” con chiarezza quale era la situazione sociale dell’epoca in quel piccolo, ma estremamente dinamico centro della Pianura Padana. Un altro episodio che mi ha attratto è stato quello della travagliata costruzione di una nuova cattedrale alla quale ho voluto legare le vicende del mio antenato, quasi fosse un Tom in miniatura, il mastro costruttore protagonista de I pilastri della terra di Ken Follet.
Ho dovuto poi documentarmi su come si svolgessero allora i lavori di scavo in una cava di marmo e qui mi è stato molto utile un amico profondo conoscitore delle cave di Carrara. Molti kilometri di distanza, ma metodi di estrazione e di… sfruttamento uguali
Progetti futuri?
Il periodo che segue la morte di Domenico segna l’affermarsi dello spirito unitario della nostra Italia. e la Lombardia continua ad essere luogo di battaglie e di confronto e scontro politico tra austriaci e savoiardi, tra reazione e innovazione. Non male per una nuova storia dei Trezzi. Vedremo se questa prima parte della …saga dei Trezzi interesserà i lettori e poi… si vedrà.
Buona lettura con Il capostipite (link)!