HEARTLAND

HEARTLAND

Vi presentiamo un autore con la A maiuscola: Pierfrancesco Prosperi, autore che ha pubblicato oltre 40 romanzi e 160 racconti, vincitore dei più importanti premi italiani di fantascienza tra cui il Premio Italia (1972 e 1994), ha inoltre ideato e sceneggiato centinaia di storie a fumetti per i maggiori editori italiani: tra i personaggi di cui ha scritto Topolino, Martin Mystére, Diabolik, Tiramolla, L’Uomo mascherato.

Pubblica con BookTribu il suo nuovo romanzo di fantascienza, Heartland (link), che indaga il lato esoterico e fantastico del nazismo, un aspetto mai abbastanza approfondito.

Conosciamo insieme Pierfrancesco

Che cosa volevi comunicare con questo libro?

Che il nostro mondo così “scientifico” in cui tutto è comunicabile, misurabile e in apparenza conoscibile, in cui tutto ha una spiegazione in un rapporto causa-effetto, può trovarsi a contatto con realtà inconoscibili, di cui possono essere esempi le notizie incredibili che a volte appaiono nei media.

Il tuo è un romanzo di “fantascienza esoterica”. Soffermiamoci sul primo termine. Perché hai scelto questo genere letterario?

Perché è la stata la mia prima e per molto tempo unica forma di espressione. Il mio primo racconto, scritto a dodici anni in forma di tema in classe, era una breve storia di fantascienza. Il primo racconto pubblicato su una “vera” rivista, a quindici anni, era una storia, piuttosto angosciosa, di fantapolitica. Negli anni poi ho allargato il tiro al giallo, al fantasy-horror, alle storie di spionaggio, ma l’ottanta per cento della mia produzione è imperniato sulla fantascienza, sia classica, ambientata cioè in futuri più o meno preoccupanti, sia ucronica, ovvero ambientata in un presente, un passato o anche un futuro in cui la Storia ha preso un andamento diverso da quello che conosciamo.

Il personaggio di questo libro cui sei più affezionato?

Beh, mentre il protagonista, benché eroico è piuttosto “normale”, ovvero il classico agente segreto, ho una certa simpatia per quello che appare come il principale vilain della storia, il cattivissimo tedesco che costringe il protagonista a consegnargli l’ultima, fondamentale runa norrena e che secondo quanto tutto lascia credere cospira per aprire le porte della nostra realtà agli ur-nazisti. Senza spoilerare troppo, posso dire che in realtà è un personaggio con una sua tragica grandezza, e che sarà lui a risolvere la situazione.

Quanti altri romanzi hai pubblicato?

Qui il discorso si farebbe lungo. Dirò soltanto che, se i miei conti sono esatti, questo dovrebbe essere il quarantaquattresimo o meglio il 44° e 1/3, considerando anche un romanzo a sei mani pubblicato anni fa con due colleghi che purtroppo in seguito se ne sono andati. E il bello è che una metà circa di questi li ho pubblicati negli ultimi sei anni… Ho preso ad andare in fretta e non ho nessuna intenzione di smettere.

Parlaci da ultimo dell’aspetto più interessante e originale di questo libro… quello “esoterico”.

Ho deciso di affrontare in forma narrativa un argomento che non è mai stato molto sviscerato: quello delle componenti magico-esoteriche del nazismo. Anni fa ho letto un saggio di Giorgio Galli, Hitler e il nazismo magico, che parlava diffusamente dei legami fra i nazisti e le società segrete, del loro interesse per il mito di Atlantide e di Thule. Ho poi approfondito l’argomento con La svastica e la runa di Marco Zagni, che allargava appunto il tema ai miti legati alle rune, e mi sono ricordato di aver letto molti anni il saggio fondamentale, benché molto romanzato, di Pauwels e Bergier Il mattino dei maghi, in cui si sosteneva che i nazisti avevano un piede in un altro mondo e che non sarebbe stato possibile processare Hitler o Himmler perché sarebbe stato come applicare le nostre leggi a dei marziani… e la storia è nata.

Buona lettura con Heartland (link)!



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