Gli interrotti

Gli interrotti

Presentiamo la seconda opera tra i romanzi finalisti del nostro 9° Concorso letterario nazionale che viene pubblicata da BookTribu.

Gli Interrotti (link), di Veronica Vantini, vi farà ricordare o scoprire il mondo dal punto di vista di persone che tutti noi siamo stati, o che saremo: bambini, adulti e anziani.

Gianluca Morozzi, Presidente della giuria dei nostri Concorsi letterari, ha posto alcune domande all’autrice, fornendo una breve intervista.

Ciao, i lettori di BookTribu sono da sempre affezionati alla forma del racconto breve, per fortuna. Come sono nati i racconti di questo libro?

Buongiorno a tutti. Negli ultimi due anni mi sono dedicata a racconti brevi (200 parole, 2200 battute, 9.000 battute) per l’urgenza – esigenza di buttare fuori tutto subito. Mi bussavano alla porta personaggi che mi prendevano per mano e mi trascinavano nelle loro storie in cui mi trovavo senza rendermi conto. Diversa è la struttura di un romanzo lungo che si deve avere in testa prima di cominciare. Il racconto breve ha diverse difficoltà e varia già molto dalle 2200 battute e le 10.000 per esempio. Il primo ti puoi permettere di comporlo seguendo la voce che hai dentro ed è una sorta di xxs zippato che ha in sé tutto, il secondo deve avere un respiro più ampio e concentrarsi su una scena unica senza metter troppa carne al fuoco che rischierebbe di aver poco spazio per svilupparsi. È una bella sfida scrivere tanti racconti di varie lunghezze perché ti permette di entrare in tanti personaggi e storie tenendo alto il livello di tensione senza punti morti. Diciamo che i racconti sono stati scritti tra il 2022 e oggi. Ne ho accumulati tanti in questi anni grazie all’allenamento costante e continuo dei gruppi di scrittura che mi hanno per così dire allenato la mente e la mano. Qualcuno era nel cassetto da tempo ed è stato per l’occasione sistemato. In passato prima di pubblicare il mio primo libro ho avuto anche una pagina letteraria mia dedicata ai figli (occhi di inchiostro) con racconti su diversi episodi quotidiani e ancora prima un blog letterario con prosa e poesie. Scrivo da quando ho memoria. Da piccola tenevo i classici diari e ho continuato a farlo come porto sicuro in cui rifugiarmi prima, staccare la spina poi. Scrivere è creare tanti mondi senza spostarsi o spendere una lira.

Nei miei progetti c’è sicuramente un romanzo thriller, genere che adoro.

La suddivisione in tre parti con un criterio anagrafico è stata decisa da subito o hai suddiviso i racconti in un secondo momento?

L’idea di dividere l’antologia in tre precise età anagrafiche è arrivata dopo, quasi casualmente, quando mi sono resa conto che avevo trattato queste tre fasi in egual misura attraverso i miei personaggi. L’ho trovata un’idea carina presentare storie interrotte di bambini, e poi a seguire le diverse età. Ho però un debole per i bambini, il loro mondo, il registro che li distingue nel linguaggio. Che poi siamo tutti i tre periodi che descrivo.

Ho dedicato a mia madre e a mio padre due bravissimi racconti essendo venuti a mancare l’anno scorso.

Quali autori e autrici ti hanno formata come lettrice e scrittrice?

Ho sempre letto tantissimo e non ho riferimenti fissi che mi abbiano influenzato. C’è stato l’incrocio dei classici con i nuovi e con molti emergenti, una fusion letteraria. Nomi come Jean-Claude Izzo, Laura Esquivel, Niccolò Ammaniti, Ray Bradbury, Giorgia Murgia, Josephine Hart. Ho letto tanto anche in lingua spagnola francese e inglese il che mi ha permesso di entrare meglio nel mondo surreale e colorato degli scrittori latino-americani.

Progetti futuri?

Ho vari progetti in testa. Mi piacerebbe dedicarmi a uno o due romanzi più lunghi. Ho l’idea in testa e alcuni capitoli iniziati. Si tratta del genere thriller psicologico ma anche il distopico è nelle mie corde

Potete trovare Gli interrotti sul nostro sito o grazie a questo link.

Buona lettura!



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