05 Feb Editoria straniera in Argentina: revocato il blocco dell’importazione
Era stata Cristina Kirchner a deciderlo, quattro anni fa: banditi dall’Argentina tutti i libri stampati fuori dal paese.
Un provvedimento a dir poco discutibile, motivato in modo ancora più curioso: l’inchiostro pubblicato sui libri esteri contiene piombo, nocivo per la salute, spiegava Kirchner, meglio dunque proibirne l’entrata in Argentina, alzando i prezzi di trasporto e allungando le pratiche burocratiche per l’importazione nel paese.
La scelta ha cambiato radicalmente le abitudini dei lettori argentini, di colpo privati della possibilità di scegliere liberamente tra un vasto numero di titoli: e ha avuto profonde ricadute anche sul mercato editoriale internazionale, a cui è venuto a mancare un terreno di esportazione particolarmente fertile. Con l’elezione del nuovo presidente, Mauricio Macri, deciso ad aprire l’economia nazionale ai mercati esteri e a liberalizzare i commerci, il divieto è stato annullato; una scelta importante, molto apprezzata dai distributori locali, che a causa della legge imposta dal precedente governo avevano subito pesanti perdite.
«Tornano a circolare le idee», ha detto il ministro della Cultura Pablo Avelluto, che ha dato l’annuncio su Twitter accompagnandola all’hashtag #libroslibres. Una buona notizia per un paese con un mercato editoriale in costante crescita, la cui capitale, Buenos Aires, vanta il numero di librerie pro capite più alto del mondo, ben 25 ogni 100 mila abitanti.
Per approfondire:
http://www.ilpost.it/2016/01/25/mercato-editoriale-argentino-torna-essere-aperto/
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