Cronache da mondi alla deriva

Cronache da mondi alla deriva

Cronache di mondi alla deriva (link) è un libro che ha saputo rinnovare la fantascienza, un genere amato da generazioni di lettori, grazie a un’idea originale e affascinante. L’autrice, Giada Venturino, ha creato un mondo straordinario e affascinante, in cui la storia si svolge in un’ambientazione unica. Il romanzo è stato insignito del prestigioso Premio Fantascienza nell’ambito dell’8° Concorso Letterario nazionale di BookTribu, grazie alla capacità dell’autrice di tenere alta la tensione narrativa con colpi di scena che arricchiscono la trama, regalando nuovi colori a questa avvincente storia. Un’opera che dimostra come la fantascienza sia in grado di risorgere sempre grazie a menti creative e originali.

Una nota dalla illustratrice di copertina, Giada Venturino:

“Con questa copertina ho deciso di rappresentare un panorama urbano futuristico e decadente, immerso nella pioggia costante. Le luci al neon al centro sembrano creare un tunnel spazio-temporale, simbolo di un viaggio attraverso mondi distopici. Le torri e i grattacieli sfumano nell’oscurità, sottolineando l’atmosfera cupa e disorientante del genere cyberpunk. L’uso di colori freddi e intensi evoca una sensazione di tensione e mistero. Con quest’opera ho cercato di comunicare l’idea di esplorazione di mondi alla deriva e di rimandare ad avventure futuristiche, in cui il viaggio è il filo conduttore tra realtà distorte e orizzonti sconosciuti.”

L’autrice Giada Venturino ha cortesemente risposto alle domande poste dal Presidente di giuria, Gianluca Morozzi, fornendo così una breve intervista:

Com’è nata l’idea che ha dato vita a questo romanzo? 

La scelta di optare per una antologia di racconti, piuttosto che un romanzo non è stata casuale. Ricordo che scrissi il primo racconto molti anni fa, probabilmente quasi due decenni fa e sin da subito mi sentii a mio agio nell’usare un format “a puntate”.

Scrivere racconti brevi mi ha offerto negli anni una libertà creativa che non avrei avuto con un romanzo tradizionale, principalmente perché mi ha permesso di esplorare una vasta gamma di sottogeneri, tematiche e personaggi. Ogni racconto diventa un micro mondo a sé stante, una piccola avventura che cattura l’attenzione del lettore e lo trasporta in luoghi e situazioni diverse ad ogni pagina.

Come hai lavorato alla stesura? Hai fatto una scaletta o hai creato la trama mano a mano come Stephen King? 

Da anni ormai adotto il metodo della scaletta per aiutarmi nella scrittura. Anche in questo caso per prima cosa ho buttato giù le trame di ciascun racconto. Questo mi ha permesso di mantenere un equilibrio nelle storie, di avere sempre il controllo sul plot e di creare un filo conduttore che le guidasse. Una volta convinta delle diverse trame, mi sono lasciata trasportare dal flusso creativo, aggiungendo dettagli, descrizioni e a volte anche personaggi che inizialmente non avevo previsto.

Hai previsto dei sequel, o un intero universo legato a questa storia?

In quanto antologia di racconti, il libro è da considerarsi autoconclusivo. Ritengo infatti di aver raccontato tutto ciò che avevo in mente per queste storie. Questo però non significa che in futuro non possa decidere di creare nuove storie e trame che si ispirino a questa prima opera e permettere quindi ai lettori di rivedere qualche personaggio.

Quali sono i tuoi maestri nel campo della fantascienza? 

Ammetto che la mia prima fonte di ispirazione deriva più dal mondo del cinema, che dalla narrativa. Sin da piccola ho sempre avuto una spiccata passione per questo genere, non a caso sono fiera di dire di essere cresciuta a pane e Star Wars/Star Trek.

Quando raggiunsi un’età più consapevole, cercai di ampliare i miei orizzonti grazie alla narrativa. Probabilmente uno dei primi autori di fantascienza che lessi fu Asimov, con la sua bellissima Trilogia della Fondazione, seguito poi a stretto giro da William Gibson, considerato uno dei pionieri del genere cyberpunk. Una decina di anni fa, complice anche l’uscita del film, scoprii Douglas Adams e la sua Guida Galattica per Autostoppisti. Leggendo i suoi libri capii anche quanto l’ironia potesse contaminare un genere molto serio come quello della fantascienza. Impossibile non citare anche Philip K. Dick, maestro indiscusso della letteratura fantascientifica e autore estremamente prolifico.

Esplora il mondo di Giada Venturino e il suo romanzo su questo link.

Vi auguriamo una lieta lettura!



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