22 Apr Cosa succede dopo Alice
Qualcuno, leggendo il titolo di questa nuova uscita BookTribu, potrebbe dire: “Ma si sono sbagliati, mancano una virgola e un punto esclamativo, volevano scrivere “Cosa succede dopo, Alice?”.
E invece no. Cosa succede dopo Alice (link) “non è una domanda, ma la constatazione di quel che succede quando cresci e superi le tempeste della vita, dopo che perdi l’amore e la speranza per poi ritrovarle in questo giocoso girotondo chiamato vita” dice l’autrice. “È un bell’invito a continuare a credere nei sogni e nelle persone”.
Gianluca Morozzi ha intervistato per noi Chiara Fraternale.
Chiara, vuoi spiegare ai lettori il significato del titolo?
Il titolo non è una domanda, bensì una affermazione/constatazione. Ovvero: ti dice proprio cosa succede dopo che tu, persona genuina e sognatrice, smetti di essere così e decidi di difenderti? Cosa succede dopo che sei cresciuta e non sei più la bambina che crede alle favole? Beh, ecco…succede che, come la protagonista, impari ad allontanarti da ciò che inquina, con la promessa di rimanere però fedele a quella piccola parte di te che rimane ben nascosta per coloro che davvero meriteranno di godersela. E allora inizi un po’ a godertela anche tu, alle spalle di chi in fondo quell’Alice poi la rimpiangerà forse per sempre, o forse no, chi può dirlo? In fondo quel che non è sarebbe, e quel che non è non sarebbe. Chiaro?
L’ambientazione è immaginaria ma riconoscibile. Ci sono luoghi chiamati Zucchero, Lagrassa, Lontano…
Sì, ho voluto dare nomi immaginari ai luoghi proprio per sottolineare quanto la protagonista viva in un mondo tutto suo. Così Zucchero di Magenta è in realtà Bando di Argenta così come Bologna è Lagrassa per ovvi motivi e Lontano è Milano. Zucchero inoltre deriva dal fatto che Bando, così come la trattoria di mio nonno dove sono nata e cresciuta, si è sviluppato ai piedi di uno zuccherificio che all’epoca (vi parlo degli anni 70) offriva lavoro e risorse a tutto il paese. E grazie a tale indotto in trattoria facevi davvero la conoscenza di tanti personaggi curiosi e delle loro storie sulle quali avrei potuto scrivere un racconto diverso per ognuno. Per questo ci ho tenuto moltissimo che rivivessero in questo libro. Quel mondo bucolico è impresso nel mio cuore da sempre e per sempre.
Te lo chiederanno cento volte i lettori, quindi te lo chiedo prima io: quanto hai messo di te nella Alice del romanzo?
In Alice c’è molto di me, ma non tutto. Principalmente la consapevolezza di vedere il mondo tinto di rosa unita a una grande forza che è certamente quella di saper donare in tutti i campi della vita grazie al coraggio di credere ancora nei sogni. Non sono però così autoreferenziale come si potrebbe evincere in merito alle caratteristiche del personaggio, ma volevo rendere giustizia a tutte quelle persone “Alici” perché capiscano che la loro genuinità è una risorsa meravigliosa.
Hai fortemente voluto che ci fosse un apparato di illustrazioni (molto belle!) a decorare questa storia. Ce ne vuoi parlare?
Le illustrazioni vogliono dare un taglio ancor più fantasioso alla storia e far capire come è visto il mondo dalla protagonista ovvero come una favola. Non ringrazierò mai abbastanza Lilia Migliorisi per questo fantastico lavoro!
Ringraziamo Gianluca Morozzi per la sua intervista. Buona lettura con Cosa succede dopo Alice (link)!