20 Set Con gli occhi bendati
Due nuovo pubblicazioni TAM TAM Tribu – libri che suonano animano questo settembre. Massimiliano Nuzzolo, curatore della collana, ci presenta la prima: CON GLI OCCHI BENDATI, di Ida Stamile (link). La sinossi, che potete leggere nella scheda di cui vi abbiamo appena fornito il link, si apre con una domanda: “Cosa accade quando il buio prende il sopravvento sui nostri pensieri: quando il nostro corpo viene sopraffatto dal senso di inadeguatezza e lacerato dalle ferite dell’anima?”. Iniziamo a scoprire qualcosa grazie all’intervista all’autrice curata proprio da Massimiliano.
Perché è nato questo libro?
Ho scritto questo libro perché sentivo il bisogno di raccontare, seguendo la mia personale visione, un po’ surreale, poetica ed esoterica, di quei cortocircuiti che io chiamo scherzi della mente. Volevo esplorare le profondità dell’animo umano attraverso le parole e la musica, dare voce e suono a quelle forme di inquietudine che spesso si palesano, in maniera più o meno vibrante, in ognuno di noi.
Cosa vuoi comunicare con il tuo lavoro?
Con questo libro, vorrei, nel mio piccolo, instillare un barlume di speranza, perché credo fermamente che anche durante e dopo un periodo di buio psichico o interiore sia possibile scovare la luce. È necessario farlo, trovando la giusta via per riuscirci. Vorrei che leggendolo le persone pensassero alla dicotomia dell’esistenza fatta di lacrime e sorrisi, dolori e gioie, luce e buio, alla forza di questo dualismo in grado di bilanciare o sconvolgere le nostre anime, le nostre vite e i nostri pensieri.
Spero che il mio modo sopra le righe, esoterico e poetico, assolutamente non scientifico, di narrare i cortocircuiti mentali possa essere una fiamma ardente sull’oscurità delle delusioni umane, suscitando un briciolo di utopia della speranza su coloro che avranno voglia di leggerlo.
In questo Yin e Yang esistenziale e narrativo, poi, la musica assume un ruolo importante nello svelamento delle emozioni, al pari delle parole. Perché la musica in fondo resta uno dei migliori antidoti per lenire certe ferite.
Con gli occhi bendati è infine un libro che narra di donne, delle loro forze e delle loro debolezze, ma non vorrei che giungesse solo ed esclusivamente a un pubblico femminile, anche perché le emozioni, così come le inquietudini, sono universali. Non hanno genere.
Il tuo legame con la musica?
Vivo praticamente in perenne simbiosi con la musica. La musica è riuscita, spesso prima di me, a scandagliare il mio universo personale e le mie emozioni. In fondo uno dei suoi poteri più forti è proprio questo: esplora le profondità più amene dei pensieri e spesso trova il suono e le giuste parole per esprimerli. Per lavoro in primis e poi per quel sacro fuoco della passione che mi
accompagna da sempre, vivo di musica praticamente 24 ore su 24. Amo tantissimo seguire quanti più concerti possibili, non solo assaporando l’ebbrezza dei grandi eventi ma anche andando ai festival in giro per il mondo e godendo della bellezza accogliente dei club. Mi piace ascoltare il sound del passato e anche scoprire nuova musica, leggendo riviste, andando soprattuto, come dicevo prima, ai concerti e nei negozi di dischi. Non amo particolarmente sfruttare le piattaforme di streaming. Sono forse una delle poche persone al mondo, infatti, che non ha mai fatto uso di Spotify e non ho assolutamente intenzione di usarlo.
Cosa pensi della musica di oggi (e della letteratura)?
Credo che entrambe continuino ad avere la loro importanza culturale. Sicuramente sia in ambito musicale che in ambito letterario le cose sono mutate rispetto al passato, così come è cambiata e si è evoluta la società stessa. Sono anche cambiati i modi di fruizione, ma credo che in molti, come la sottoscritta, continuino a prediligere il profumo del libro su carta rispetto agli ebook, oppure il supporto fisico alla musica liquida. In entrambi i casi poi ci sono prodotti di valore e altri che si discostano completamente dai miei gusti personali. La musica e la letteratura continuano comunque a rappresentare il riflesso di quello che ci circonda, che ci piaccia o meno. Spetta poi al singolo individuo scegliere in base alle proprie attitudini e prediligere la musica e il libro più vicini al suo modo di pensare e di essere. Consiglierei magari di esplorare sempre varie sfumature, anche più underground, e non soffermarsi unicamente su prodotti mainstream o consigliati e amati dalle masse, anche perché non è detto che questi ultimi siano sempre sinonimo di qualità e bellezza. È nel “sottosuolo” in fondo che si scovano le cose più interessanti.
Qual è il ruolo della musica e dell’arte nella società contemporanea?
Credo che siano ancora fondamentali e utili per creare in primis un proprio personale pensiero critico e una propria personalità culturale. E poi senza arte e senza musica non esisterebbero molte emozioni, anche nel 2024. Come dicevo prima sono spesso lo specchio della società stessa e per questo possono essere ancora oggi uno strumento per veicolare messaggi importanti. Secondo me si dovrebbe insegnare molta più musica e arte anche nelle scuole.
Cosa ne pensi di una collana come Tam Tam Tribu: libri che suonano?
È una collana molto interessante perché pur pubblicando libri a carattere musicale lo fa con una visione nuova e originale che si discosta dal classicismo fine a se stesso del semplice saggio per esplorare anche nuove frontiere, aprendo così ulteriori strade nella fruizione e nei modi del parlare di musica su carta. È interessante infatti il carattere trasversale e non convenzionale della collana, la sua forma aperta nel dialogare di musica anche attraverso la contaminazione di generi come ad esempio la narrativa e la poesia.
Buona lettura con CON GLI OCCHI BENDATI (link)!