18 Mag BRUCIARE
“Questo romanzo parla di me e di molti, è per chi ha le ferite ancora aperte, per chi non vuole andare a casa la notte, ma rimanere fuori a bersi la vita a grandi sorsi, fino all’ultimo bicchiere. BRUCIARE è rimasto a lungo nel cassetto, sono passate stagioni, il mondo è mutato radicalmente ma quel fuoco che mi spingeva a farlo uscire non si è mai spento”.
BRUCIARE, (link) edizioni BookTribu, in libreria dal 24 maggio, è il romanzo d’esordio di Nicolò Bizzini, autore che si è già presentato al pubblico attraverso la partecipazione con diversi racconti in svariate antologie: Racconti per piccole iene (Giraldi), Racconti bolognesi (Historica), Racconti emiliani (Historica), Gli incantautori (D Editore), Svolte (Fernandel).
Il romanzo si apre con una preziosa Prefazione di Enrico Brizzi e una altrettanto significativa di Gianluca Morozzi che, a proposito di Nicolò e della sua opera dice: “… sono al posto giusto i suoi ingredienti: l’amore, le serate alcoliche, Bologna, l’irrequietezza, il fuoco punk, la musica, e tante frasi sulle quali potremo stampare delle magliette.”
Gianluca Morozzi ha voluto pubblicarlo nella Collana BLACK-OUT di cui è il curatore, e lo ha intervistato per noi.
Ogni storia nasce da una scintilla iniziale. Al di là del gioco di parole, qual è stata la scintilla di Bruciare?
La scintilla iniziale è arrivata dall’urgenza di raccontare una storia in cui molte persone si sarebbero potute identificare. Quelli che ancora non sanno bene quale sia il loro posto del mondo, dirgli: “Hey guarda che non sei solo, siamo in tanti come te qui”
Il protagonista nonché Io Narrante non viene mai chiamato per nome. Come mai?
Ho fatto questa scelta primo perché due ventenni non si chiamano mai per nome, si urlano appellativi amichevolmente volgari. Secondo motivo, quello più importante: volevo dare l’idea al lettore del senso di non completa formazione identitaria del protagonista. Lui per tutto il romanzo si interroga, si cerca, ma forse solo alla fine si trova. Magari nella prossima storia il nome verrà fuori, i tempi sono maturi.
Bologna è praticamente una protagonista di questo romanzo. Quanto ti ha ispirato, la tua città?
Bologna e le persone che affollano le sue vie sono la mia ispirazione principale.
Molte parti di questo romanzo le ho scritte dopo serate in cui abbiamo tirato fino a tardi, studiando volti e origliando storie di vita altrui.
Se lo avessi scritto in un’altra città sarebbe stata una storia molto diversa.
C’è un sapore anni Novanta in questa storia. Dipende dalle tue letture, o ci sono cicli generazionali e ambientali che ritornano periodicamente?
Sono cresciuto con l’immaginario anni ’90.
Anche nei primi anni 2000 quel modo di vivere era ancora ben presente nella mia formazione. Musica, film, libri di quel periodo hanno plasmato i miei gusti e le mie preferenze.
Semplicemente, è il decennio a cui credo di appartenere di più.
Chi è per te il pubblico ideale di Bruciare?
Chiunque abbia almeno una volta nella vita avuto il desiderio di lasciarsi andare.
Che sia un desiderio di lanciarsi in una storia d’amore folle e senza via d’uscita, o quello di gettarsi alle spalle i malumori bevendoci sopra, o perfino quello di perdersi nel mondo.
Se anche solo una volta avete pensato una di queste cose, allora BRUCIARE fa al caso vostro.
Ringraziamo Gianluca Morozzi per la sua intervista. Nicolò Bizzini e il suo BRUCIARE (link): una nuova voce BLACK-OUT che merita di essere letta!