Il serpente giallo

Il serpente giallo

Giorgia Amantini, ci porta nel cuore di una straordinaria “saga dei Serpenti” – bianco, azzurro e giallo- conducendoci tra le intricate spire de Il serpente giallo (link). Attraverso il passaggio tra i secoli XIX e XX, la devastante Grande Guerra, con una digressione che ci porta sul drammatico scenario del Carso, e l’inizio dell’era fascista, il romanzo si snoda come un ricamo intricato di destini intrecciati. Il serpente giallo è un affascinante racconto di amore, ambizione, tradizione e cambiamento. Una storia che ci cattura e ci trasporta indietro nel tempo, offrendoci uno sguardo penetrante nell’anima di una nazione in continua evoluzione e nelle vite di coloro che la guidano attraverso le tempeste della storia. Un’opera letteraria che cattura l’essenza di un’epoca e dei suoi protagonisti con una grazia e una profondità che rimarranno indelebili nella mente del lettore. Leggete questa storia appassionante subito (link)!

L’autrice Giorgia Amantini ha accettato cortesemente di rispondere alle domande del Presidente di giuria Gianluca Morozzi, dando vita a una breve intervista:

Nel seguire i rampolli della famiglia nobiliare romana dei Vivaldi dentro il secolo XX, si è reso necessario confrontarsi con il primo grande snodo novecentesco: la Grande Guerra. Come hanno raccolto una sfida così impegnativa i tuoi personaggi?

Devo dire che i personaggi del romanzo sono stati davvero eccezionali. Oltre a quelli consolidati, abituati a continui turbamenti personali e sociali, anche i nuovi innesti non hanno deluso le mie aspettative. Certo, il ricambio generazionale cavalca il contesto storico in cui si ambientano le nuove vicende e, sicuramente, la tragedia della Grande Guerra lascerà segni importanti nelle loro anime e nel loro modo di approcciare il futuro. Per fortuna, hanno sempre la capacità di risorgere contro ogni avversità, anche se gli eventi che accadranno nel terzo volume li metteranno davvero a dura prova. Due su tutti, Vittoria e Flavio Vivaldi, figli di Dora e Tommaso, nonché nipoti di Rebecca ed Eugenio, avranno una vita abbastanza difficile.

Anche ne “Il serpente giallo” le figure femminili, già apparse nei romanzi precedenti, spiccano per forza e coraggio. Queste donne si rifanno a un qualche modello reale o ideale?

Nei personaggi femminili, come dico sempre, qualcosa di me emerge. Penso alla mia testardaggine, al mio continuo lottare senza volermi mai abbattere nelle situazioni più dure, alla fiducia che nutro, seppur variata negli anni, in ciò che ci riserva il presente per affrontare meglio il futuro, al fatto che amo essere una donna che lavora, che scrive, che recita, che ama l’arte a 360 gradi. Non nego che le mie donne mi somiglino molto, così come a volte mi sono distanti, ma è ovvio che il loro modo di essere ricalca in pieno anche la melodrammaticità dell’epoca in cui vivono rimanendo, pur sempre, personaggi di fantasia, in grado di poter realizzare tutti i loro sogni che sono, per primi, anche quelli di chi li crea. Ma che solo la scrittura può rendere reali, in ogni tempo e in ogni luogo.

Nonostante le derive individuali di alcuni personaggi, quando messi in situazioni di grande difficoltà, la maggior parte delle figure del romanzo sa imparare dai propri errori e tirare fuori il meglio di sé. Si tratta di fondamentale ottimismo nei confronti degli esseri umani?

Non proprio. Si tratta dalla mia concezione di vita. Ho sbagliato tanto nella mia vita, ma ho imparato anche molto. Continuo a sbagliare e a imparare ancora oggi, perché ritengo che tutto ciò che ognuno di noi fa sia frutto della propria capacità di scegliere. I miei personaggi scelgono tutti, anche quando decidono di non farlo e questo fa molto parte di me. La scelta la ritengo fondamentale come strumento per poter vivere appieno la nostra esistenza. Rimanere al palo non mi piace, ma a volte è necessario anche farlo. Preferisco sempre staccarmi da quel palo e, nei miei romanzi, cerco di far fare la stessa cosa ai miei personaggi perché solo rendendoli liberi di scegliere posso farli evolvere nella loro psicologia. E posso far evolvere, contemporaneamente, anche me stessa.

L’autrice ha rilasciato inseguito una seconda intervista riguardante la sua saga di libri:

Cosa spinge una donna del XXI secolo a scegliere un contesto nobiliare – così poco rilevante nella storia e nell’immaginario del popolo italiano – come ambientazione sociale di ben 3 romanzi?

Innanzitutto, il non voler essere scontata in una scelta narrativa banale. A volte si associa la nobiltà ai classici cliché letterari della bellezza, della perfezione, del sogno favolistico, dell’amore universale. Ecco, io ho scelto di narrare le vicende dei Vivaldi, nobili banchieri romani, attraverso il susseguirsi delle loro generazioni mostrandoli con le loro debolezze, i loro difetti, il loro lato oscuro. Facendoli, poi, risorgere dalle loro stesse ceneri attraverso varie sfumature. Certamente, sono nobili non solo per ceto sociale, ma anche per valori e principi, ma hanno il bellissimo pregio di evolversi non rimanendo fermi nelle convenzioni sociali. Se oggi la nobiltà avesse fatto la stessa scelta, non sarebbe considerata soltanto un ceto elitario ormai decaduto, ma sarebbe ancora parte attiva della nostra società. I Vivaldi sono vintage, ma nello tesso tempo modernissimi. Ed è questo che mi ha spinto a raccontare la loro storia: la volontà di renderli attuali anche se incastonati in un’epoca storica lontana da noi, sempre al passo con i tempi, sempre sulla cresta dell’onda, con tutte le conseguenze del caso.

Omnia vincit amor: potrebbe la locuzione virgiliana essere il motto del casato dei Vivaldi?

Assolutamente. Non credo ci sia motto migliore per descriverli. I Vivaldi sbagliano, arrancano, cadono, si rialzano. Poi, sbagliano ancora, arrancano ancora, cadono ancora, si rialzano ancora. Ma amano. Sempre e comunque. E credo che questo sia il messaggio più bello che la saga abbia espresso. Banale, magari, ma necessario.

Perché se oggi tutti amassimo con la loro stessa costanza e passione, la nostra realtà sarebbe davvero migliore.

Scopri l’universo creativo di Giorgia Amantini leggendo il suo nuovo romanzo tramite questo link.

Vi auguriamo una piacevole lettura!



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