10 Giu Patate sulla luna
La giornalista Nicoletta Canazza dopo il romanzo giallo Il ladro di fisarmoniche (link), edito da BookTribu nel 2022, raccoglie in un’antologia istantanee di vita che raccontano di imprevisti, bugie, pensieri inconfessabili e di come le donne li affrontano.
Patate sulla luna (link) parla di “Donne in pericolo, in attesa, alla finestra, in dubbio, sul punto di cadere o di salvarsi. Istantanee di vita comune, ma non troppo, su cui lo sguardo si ferma…”
Riccarda Dalbuoni ha intervistato per noi l’autrice.
L’impressione, a leggere questi racconti, è che ciascuno nasca da una scintilla di realtà, un incontro casuale, una conversazione ascoltata in treno o una confidenza raccolta. Cosa, in particolare, attira la tua attenzione?
Le storie arrivano da sole. A volte è una conversazione, un tono di voce, un imprevisto, un’espressione, una porta che si apre. I racconti di Patate sulla luna sono nati così. Dettagli che ho “rubato” per strada, spesso anche in vacanza, nella vita di tutti i giorni. Non li ho mai considerati un corpus unico. Rileggendoli, però, mi sono accorta che in qualche modo un filo conduttore c’era: cosa vediamo davvero quando osserviamo qualcuno? Cosa pensiamo che gli altri vedano di noi? Siamo sicuri di non essere maschere quando ci guardiamo allo specchio? Sarà che ho sempre amato Luigi Pirandello…
La tua produzione ha sempre dato ampio spazio alla dimensione femminile, alla famiglia come primo luogo di formazione dell’individuo e di conflitti, ai rapporti di coppia. In questa raccolta quali temi hai voluto privilegiare?
Le donne restano il mio soggetto preferito con le loro battaglie e contraddizioni, le loro sconfitte, la fatica di tenere su tutto insieme. Quando lavoro su una protagonista cerco sempre di darle spessore, di far parlare attraverso di lei le tante donne che sono venute prima. La famiglia è un laboratorio straordinario. Il primo. Impariamo lì le strategie che poi useremo crescendo e pure i meccanismi in cui spesso restiamo intrappolati.
Tu sei una giornalista che tratta fatti di cronaca tutti i giorni, ti capita di fare entrare la cronaca nei tuoi libri?
Ancora no, finora i due ambiti sono rimasti separati e distinti, ma non è detto che non succeda. La giornalista segue i fatti, verifica le fonti, controlla, ci sono paletti da rispettare. La scrittrice ha molta più libertà. Se mi serve un’astronave per un racconto, ad esempio, posso farla atterrare dove mi pare e piace. Se siamo in un romance, puoi stare sicura che i cattivi verranno puniti. Magari giornalista e scrittrice troveranno la storia giusta per lavorare insieme prima o poi.
Qual è il tuo approccio nell’elaborazione di un racconto?
Quanto mi arriva una storia non ho idea di come la utilizzerò. Non tutte le storie si prestano a uno sviluppo complesso, da romanzo. Meglio fissare l’impressione come è arrivata, limitarsi all’essenziale. Ci sono storie perfette per diventare scene di un lavoro più ampio o per creare un personaggio. Magari restano nel cassetto a lungo, finché non arriva la loro occasione. Ho appunti ovunque. E storie che aspettano di trovare il loro finale.
Ringraziamo Riccarda Dalbuoni per la sua intervista. Buona lettura con Patate sulla luna (link)!