27 Mag Una bellissima giornata di pioggia
La nuova uscita BLACK-OUT vede l’esordio di Fabio Rossi, musicista bolognese che a un certo punto ha deciso di esprimersi non solo con una tastiera ma con un romanzo. Una bellissima giornata di pioggia (link), scrive l’autore, “è un vissuto personalissimo in cui un semplicissimo pescivendolo, pianista, trova il modo di testimoniare che anche dopo tantissime botte e ferite morali, ci si può rialzare con un occhio nero, voltare la testa al cielo, gustarsi la pioggia e sorridere.”
Gianluca Morozzi, curatore della Collana ha intervistato per noi Fabio Rossi. Andiamo dunque a conoscere questo nuovo.
Questo è il tuo esordio letterario: fin qui ti eri espresso artisticamente in campo musicale. Cosa ti ha portato a cimentarti nel tuo primo romanzo?
È nato fondamentalmente da un bisogno personale di rielaborare vissuti sentimentali e traumi attraverso la scrittura, non pensavo ne uscisse un romanzo: volevo ripercorrere eventi ed emozioni personali poiché li sentivo stagnare nella memoria. Ho capito che, oltre a essere liberatoria, la scrittura crea mondi, immagini e connessioni profonde, come la musica, del resto. Facendo leggere i primi capitoli sono stato spronato a proseguire, raccontare storie che hanno avuto un peso importante, che musicalmente sarebbero rimaste inespresse.
Domanda scontata, ma tanto te la faranno tutti: quanto c’è di te nel protagonista del romanzo?
Direi che il personaggio è stato costruito su mie emozioni ed esperienze personali, quindi direi che ci sono tutto.
In alcuni capitoli, alcune scene vengono narrate da amici del protagonista e pure da sua nonna.
Possiamo definire questo romanzo un’educazione (o una diseducazione) sentimentale?
Spero sinceramente che valga come educazione e accettazione al fallimento sentimentale e al dolore che ne deriva,
un po’ come se volessi dare una pacca sulla spalla di un lettore o una lettrice che si rivede in queste esperienze, e dirgli, guarda, non è’ successo solo a te, rialzati!
Ho cercato di inserire scene di vissuti drammatici senza tralasciare la parte ironica, grottesca e che a tratti spero faccia sorridere.
Ovviamente c’è una colonna sonora. Vuoi dirci qualcosa sulla tanta musica che impregna le pagine?
Il protagonista ama i Radiohead e i Blonde Redhead, che sono notoriamente tristi e introspettivi. Ho sempre associato la tristezza musicale alla dolcezza e ci tenevo ad associarli al tipo di personalità e a dare un volto sonoro a ciò che avviene nel romanzo, come se il lettore potesse condividere gli ascolti mentre legge.
Come emerge Bologna da Una bellissima giornata di pioggia?
Emerge come notturna, degradata ma molto vivace, ricca di musicisti e personaggi strani, donne molto impegnative e per certi versi un po’ traditrici.
Ringraziamo Gianluca Morozzi per la sua intervista. Buona lettura con Una bellissima giornata di pioggia (link)!