17 Gen Stefano Ruzzini, il medico prestato alla scrittura
Dopo la maturità classica, il bivio. Assecondare la passione per la scrittura e fare il giornalista o seguire i consigli paterni e diventare un medico? Stefano Ruzzini ha avuto una brillante carriera come medico ortopedico, ma la scrittura è rimasta tra le sue corde per tutta la vita e, a settant’anni, l’occasione per metterla in pratica: il primo romanzo pubblicato per BookTribu Al di là del muro (link).
Stefano, non solo lei si è messo a scrivere, ma lo ha anche fatto con successo. Cosa è accaduto?
La scrittura è sempre stata una mia passione, da bambino scrivevo, grazie alle sollecitazioni di mia zia insegnante, e ho tenuto un diario fino a 25 anni. Raccontavo di me, della mia vita, dell’anno negli Stati Uniti quando ero al liceo. Poi sono diventato medico e ho amato il mio lavoro che, anche se in pensione, ancora svolgo. Infine, la pandemia. Durante i mesi del confinamento, ho voluto utilizzare il tempo per iscrivermi a una piattaforma in cui condividere brevi racconti e ho partecipato a un corso sul giallo; da lì è nato un romanzo, la successiva partecipazione al concorso di BookTribu e l’arrivo tra i finalisti*. Ora voglio scrivere un seguito, mi sono affezionato ai protagonisti e sono stato incitato dai miei lettori in questo senso.
Oltre al romanzo, che tra l’altro è stato presentato a Marino dallo scrittore Paolo Di Paolo, lei compone anche racconti. In queste narrazioni brevi, costruisce situazioni equivoche, incontri furtivi o casuali tra le persone, rovesciamenti. Quali temi abbraccia la sua produzione?
A parte il giallo, ciò che prediligo è lo stile ‘brillante’, dove poter utilizzare il romanesco e un po’ di erotismo. Diciamo che mi trovo a mio agio con questo tipo di scrittura, mi permette di variare e divertire.
Il suo rapporto con la lettura?
Ho sempre letto tanto, anche in inglese; soprattutto gialli e thriller, ma non solo. Tra gli ultimi libri letti Lezioni di chimica di Bonnie Garmus e Non farmi male di Fabrizio Roncone.
Chiudiamo la telefonata e Stefano Ruzzini, mi invia tre racconti presi a caso dalla sua produzione recente. Ha ragione, lo stile brillante mi porta a sorridere leggendo situazioni reali e boccaccesche in cui la sfumatura tra comico e tragico è da maneggiare con cura.
*Al settimo concorso letterario nazionale di BookTribu, Stefano Ruzzini è stato premiato per il romanzo Al di là del muro, ottendo questo lusinghiero giudizio della giuria: Romanzo poliziesco inquadrato in un preciso spazio geografico, la vicenda si muove agilmente nel tempo, intercettando diversi momenti salienti della storia europea contemporanea, in linea con le tendenze editoriali degli ultimi anni. L’indagine metodica sui fatti tipica del genere investigativo, caratterizzata da uno stile lucido e circostanziato, si intreccia con l’abilità dell’autore di condurre il lettore dentro un ventaglio di possibilità, fino a toccare motivazioni inconfessabili, che emergono gradualmente dalle zone d’ombra di persone alle prese coi fantasmi della storia, tanto potenti da scavalcare il millennio e aggirarsi tra le strade di una città diventata fulcro di cambiamenti politico-sociali epocali e di sperimentazione urbanistica avveniristica.
L’autore offre al pubblico una coraggiosa versione di una piaga molto attuale – l’assassinio di una donna – trascendendo la consueta dinamica di genere e stimolando una riflessione approfondita sulla violenza di cui l’essere umano è capace, che essa si annidi tra le pieghe del suo io o che venga indotta dalle circostanze ambientali. E il lettore non può sottrarsi a necessarie domande, mentre segue i personaggi tra ricerche, scoperte e momenti di quotidianità. Romanzo appassionante, appetibile per tutti coloro che sanno vedere quanto la Storia non sia solo sfondo neutro, ma si insinui nello spazio individuale si ciascuno e ne definisca le coordinate.