13 Gen COME I BINARI
“Il multiverso è un concetto di cui sappiamo spaventosamente poco.” Citare un famosissimo film della Marvel a proposito di un romanzo che parla di un impiegato abitudinario, di un’inguaribile romantica di cinquantasette anni, di una giovane barista che sembra una delle donne dipinte da Egon Schiele, potrebbe apparire piuttosto bizzarro. Ma uno di questi personaggi ha una teoria: ogni volta che si conosce una persona, ci si addentra in un nuovo universo. Ogni essere umano è un universo da esplorare.
Un passo della prefazione del curatore della collana BLACK-OUT, Gianluca Morozzi, introduce il novo romanzo di Liliana Casadei: COME I BINARI (link). Vi proponiamo la sua intervista all’autrice.
Il viaggio dell’eroe comincia con un atto di coraggio: uscire dal proprio confortevole mondo. Come si svolge l’atto di Renato?
Renato è un cinquantenne annoiato, incastrato in una routine che somiglia a una gabbia, costruita con cura da lui stesso, ma da cui non sa e crede di non voler uscire.
L’atto di coraggio che compie è quello di fare un piccolo passo verso qualcosa di sconosciuto: rispondere a un annuncio matrimoniale che lo incuriosisce.
Il passo è seguito da altri passi, ma soprattutto dal supporto di una donna molto coraggiosa, Toni, che diventa un esempio e un riferimento nel giro di poco tempo.
Toni è un personaggio fortissimo che non si fa abbattere dagli urti della vita. Come l’hai creata?
Toni è stata un fulmine a ciel sereno. La incontrai in stazione a Ravenna e mi colpì per il suo modo di fare schietto e intraprendente. L’impatto fu sorprendente, ma la cosa più bella fu che la incontrai tante volte e quasi subito pensai che a Renato servisse incontrare una donna come lei, vitale, per mettere in discussione il suo mondo ben organizzato ma privo di stimoli. Toni è stata la scintilla che mi ha fatto iniziare a scrivere “Come i binari”.
Toni dice che ogni persona che si incontra è un nuovo universo da esplorare. La pensi così.
Si, il mio approccio è questo. Mi permette di guardare più a fondo, di contrastare i giudizi affrettati dettati, il più delle volte, da luoghi comuni che non hanno niente a che fare con l’immensità dell’essere umano. Il più delle volte mi metto in ascolto per un’innata curiosità e mi ritrovo a scoprire lati di una persona che non avrei mai immaginato.
Ti trovi più a tuo agio con la narrativa o con la poesia? O con entrambe?
Sono a mio agio con entrambe. La poesia rappresenta l’inizio della mia passione per la scrittura ed è presente continuamente nella mia vita. La narrativa è il mezzo per raccontare quello che ho dentro in forma di storia, inserendo mie esperienze personali e prendendo spunto dalla realtà.
Ringraziamo Gianluca Morozzi e vi auguriamo una buona lettura con COME I BINARI (link)!
Credits: Paolo Pelosi Bonini per la fotografia utilizzata nella realizzazione della copertina.