Menzione d’Onore per ALTROLTRE

Menzione d’Onore per ALTROLTRE

Ennio Buonanno è una di quelle persone che se riceve una telefonata mentre viaggia in treno, si sposta per non disturbare gli altri. Siamo talmente abituati, sui mezzi pubblici, ad ascoltare, nostro malgrado e senza averlo chiesto, conversazioni private ma pubbliche, litigi, confidenze che mi sorprende ancora qualcuno usa la cortesia di spostarsi per parlare al telefono. 

Ennio Buonanno ha ricevuto una menzione d’onore* al premio Amarganta della città di Rieti per l’antologia Altroltre, un lavoro nato quando Ennio padre si è trovato ad affrontare certe domande che i figli piccoli gli ponevano.

Ennio, nella motivazione della giuria, si sottolinea che questo lavoro può servire a “fare riscoprire agli adulti un’angolazione forse dimenticata”. Cosa abbiamo dimenticato noi adulti?

“Abbiamo perso la semplicità. Noi, spesso, rendiamo le situazioni difficili, abbiamo sovrastrutture che ci allontanano dalla semplicità con cui i bambini guardano e risolvono le cose. In questo libro, ho preso la realtà e l’ho raccontata tramite le fiabe, ma il messaggio non è solo per i bambini, a un’amica ho consigliato di regalarlo al marito”.

Quali sono i temi affrontati?

“Gli argomenti sono quelli del quotidiano come il razzismo, la morte, anche dei bambini, la guerra, l’uso dei dispositivi elettronici nelle nostre vite e in quelle dei più giovani, ma anche come è nata la birra e come si manifesta la vanità. Sono un informatico di formazione per cui applico nella narrazione il medesimo approccio: rendere semplice ciò che è complicato e ci provo raccontando delle storie”.

Cosa ne pensi della motivazione che la giuria ha espresso?

“E’ stata colta l’essenza del libro che, quindi, non è solo per bambini, anzi. Credo che non si debba fare distinzione tra letteratura per bambini e letteratura per adulti: i romanzi sono fiabe per adulti, ad esempio. E questo libro racconta aspetti, valori e certi perchè della nostra vita”.

Nel frattempo, i tuoi figli sono cresciuti. Hai altre storie in testa?

“Eccome e le scriverò. I miei figli sono cresciuti e credo che il rapporto colloquiale di oggi sia anche il risultato di quel dialogo attraverso la favola che ho coltivato quando erano piccoli”.

*La menzione d’onore: “Godibile raccolta resa con un linguaggio credibile e immediato. La struttura di ogni racconto dai risvolti fiabeschi, rende estremamente fruibile sia il contenuto di per se stesso che il messaggio sotteso, sempre diretto a un lettore senza età. Un’opera originale che concretizza un approccio alle problematiche dell’esistenza modulate da un punto di vista infantile, atto a far riscoprire agli adulti la quotidianità da un’angolazione forse dimenticata, in tutto o in parte”.

Ringraziamo Riccarda Dalbuoni (www.riccardadalbuoni.it) per la sua intervista.

Buona lettura!



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