RADIO HEADS

RADIO HEADS

Simone Colombo ritorna per la Collana BLACK-OUT curata da Gianluca Morozzi con il nuovo romanzo RADIO HEADS (link). In uscita il prossimo 29 ottobre, e presentato a Lucca Comics and Games durante il panel tenuto da BookTribu dal titolo FANTASY, GOTICO E SCI-FI NELLA CONTEMPORANEITÀ, IL SOPRANNATURALE FRA REALTÀ ODIERNA E UN FUTURO MIGLIORE, Il romanzo è il gemello di ECHO HEADS link), già conosciuto e amato dai nostri lettori. Gianluca Morozzi ha intervistato per noi l’autore.

Radio Heads torna in nuova edizione e nuova vita. Cos’è cambiato, se qualcosa è cambiato, rispetto alla sua prima uscita?

Questa nuova edizione per me è un nuovo romanzo, o meglio, è il romanzo che avrebbe sempre dovuto essere. Ha subito una forte riscrittura, quindi è più curato, più incisivo, meno frettoloso della prima edizione. La storia è la stessa, le singole scene anche, ma il trattamento è più maturo e ricco di dettagli utili e funzionali. Per me è una sorta di director’s cut, per dirla con un’espressione cinematografica. Nelle mie intenzioni è una nuova esperienza di lettura, per il lettore di vecchia data.

Radio Heads non è né un prequel né un sequel di Echo Heads. Come definiresti il rapporto tra i due romanzi?

Radio Heads e Echo Heads (link) si completano a vicenda, dal loro intrecciarsi nasce una creatura unica. Il mondo in cui sono ambientati è sgangherato, rotto, ma ricco di nuova vita. Catastrofi leggendarie lo hanno distrutto, e l’umanità si arrabatta in una lenta ri-evoluzione, in uno scenario che sembra portarci indietro di secoli. In Radio Heads attraversiamo questo mondo vergine in un lungo viaggio tra montagne, deserti, oceani, con gli occhi dell’ignoranza e dello stupore, strappando i suoi segreti a morsi, e il lettore ne esce convinto di aver scoperto tutto. In Echo Heads invece abbiamo il punto di vista inverso, siamo nella culla della civiltà, che vive in una utopica sintesi tra naturale e artificiale, ma ancora una volta scavando sotto la superficie c’è molto altro, c’è la nostra eterna ossessione per la creazione che porta alla distruzione.

Li avevi ideati contemporaneamente?

In realtà no. Radio Heads voleva a suo modo essere una sfida al narratore onnisciente, volevo che il lettore non potesse sapere nient’altro rispetto ai protagonisti, a costo di lasciarlo deluso e a bocca asciutta. Il mondo che rinasce dalle proprie ceneri è una metafora potente, è sia un monito che un segnale di speranza. Volevo che ognuno si immaginasse la fine a suo modo. Questo secondo me rimane valido tutt’ora. Nonostante l’uscita di Echo Heads (link) chiarisca molti punti oscuri, Radio Heads è un romanzo in sé concluso. Poi sono arrivate nuove idee, così forti e potenti che non potevo ignorarle. Scrivendo Echo Heads ho vissuto in prima persona l’esperienza di scoprire cosa si celava dietro i fatti insoluti di Radio Heads, e mi sono divertito, perché i pezzi del puzzle combaciavano in un modo che stupiva persino me.

Come si sta evolvendo la fantascienza negli anni Venti del ventunesimo secolo?

Non sono un tuttologo in materia, scrivo fantascienza ma ne consumo meno di quello che ci si aspetterebbe. L’impressione è che si vada in una direzione in cui la riflessione sul futuro è sempre meno tecnologica e sempre più sociologica, perché la preoccupazione ora è “cosa ne sarà di noi?” piuttosto che “cosa possiamo diventare?”. La direzione ovviamente è quella della distopia, ed è inevitabile, perché il compito della fantascienza è quello di fare qualche passo avanti nel futuro, dare un’occhiata e metterci in guardia prima che si avverino le profezie peggiori.

Nei miei romanzi la tecnologia non ha molta importanza in sé, è l’impatto sociale e umano quello che conta. E per quanto sembrino ambientati chissà dove, il mondo in cui si muovono i personaggi non è molto diverso dal nostro. Dopotutto, si parla di persone interconnesse alle prese con la propria solitudine. Vi ricorda qualcosa?

Ci sarà un terzo capitolo?

Le idee non mancano, ma sono solo riempitive. Un terzo capitolo scritto con queste premesse sarebbe interessante e divertente, ma voglio che ci sia dell’altro. Echo Heads (link), per esempio, ribalta i presupposti di Radio Heads, non ne allunga il brodo. Un terzo capitolo dovrebbe fare la stessa cosa, secondo me, altrimenti non ci sono motivi per continuare la storia.

Ringraziamo Gianluca Morozzi per la sua intervista.  Vi auguriamo buona lettura con RADIO HEADS (link), e per chi non lo avesse ancora letto, ECHO HEADS (link) vi farà conoscere l’altra faccia del mondo creato da Simone Colombo!



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