22 Apr Circolo di lettura con Nicoletta Canazza
“Quando pioveva forte, il tempo si fermava. Era come una tregua in cui si poteva smettere di fare qualsiasi cosa e contemplare semplicemente da una finestra lo spettacolo di quell’infinito velo di lacrime del cielo, per ore e ore.” Ho trovato questa citazione di Carlos Ruiz Zafòn sotto la foto di un ombrello rotto gettato in un cestino. La foto si intitolava Aspettando la pioggia. Scorrendo vedo foto di altri ombrelli, tutti rigorosamente rotti, abbandonati o malmessi. Poi capisco che non può essere altrimenti, perché il blog si chiama Senzaombrello. La fotografa è Nicoletta Canazza, appassionata agli ombrelli rotti abbandonati che fotografa come opere di street art nel contesto urbano.
Nata a Montagnana (Padova), vive a Rovigo. Giornalista professionista, dal 2010 è redattore del quotidiano Il Gazzettino. Laureata in Giurisprudenza e in Scienze politiche, come giornalista ha lavorato per Il Resto del Carlino, Stern, La Difesa del Popolo, Il Mattino di Bolzano e Il Sole24Ore. Esordisce nella narrativa nel 1998 con il racconto Il mistero di Morlupo nella raccolta Undici portieri e una riserva (Nabu Edizioni, Firenze). Il primo romanzo è del 2004, Fortuna Brevis, giallo atipico ambientato durante la Liberazione. Seguono La madre distratta, La lingua di Venere, Tanto non ti amerò, Selvaggio è il cuore, In viaggio con l’amore, La sivigliana.
Nel 2022 pubblica per BookTribu Il ladro di fisarmoniche.
Con lei avremo l’onore di parlare nel prossimo circolo di lettura online e conoscerla meglio in tutte le sue sfaccettature. Chi ha già letto il libro potrà approfondire alcune curiosità, chi ancora non l’ha fatto potrà magari rimanerne affascinato e decidere di lasciarsi trasportare da questo romanzo attorno a un delitto.
Come dichiara la stessa Canazza, “il sottotitolo è romanzo attorno a un delitto perché l’omicidio e l’indagine compiuta dal maresciallo Spada sono l’ossatura della storia, ma non solo. Il tema della violenza attraversa le pagine perché, in quegli anni, erano frequenti tali episodi nei vari strati della società e soprattutto in famiglia dove le tensioni si affrontavano in questo modo. Mi interessava parlare di quel mondo e di quella fase storica tra la guerra e lo sviluppo economico del decennio successivo. E’ stata un’epoca in cui le donne, che nel romanzo hanno un’importanza cruciale, gestivano il patrimonio delle corti che rappresentavano una società chiusa dove entrava molto poco dall’esterno.
Pur nel ritmo sempre uguale delle stagioni, sono donne che agiscono, compiono azioni coraggiose che però nessuno sa se non loro stesse. E poi sono donne che riflettono sulla loro condizione, sono teste pensanti che sanno valutare ciò che manca, ciò che le aspetta e ciò che potrebbe renderle felici.”
Un circolo di lettura di alto interesse, quello di martedì 26 aprile alle 21.
Per parteciparvi, basterà accedere col seguente link:
http://meet.google.com/eeq-qzie-qiy
Vi aspettiamo!