28 Gen La tana del Basilisco
E se il male non fosse un’eccezione, ma una presenza discreta, ben integrata nel quotidiano?
La tana del Basilisco (link) di Antonio Nucci si apre proprio lì: nel punto esatto in cui la superficie rassicurante di una comunità ordinata inizia a incrinarsi, lasciando intravedere ciò che normalmente preferiamo non vedere. Un paese vivo, accogliente, apparentemente limpido. E sotto, uno strato di ombre, segreti e ambiguità che aspettano solo qualcuno disposto a guardarli troppo da vicino.
Lorenzo arriva da fuori, come spesso accade nei noir più inquietanti. Porta con sé uno sguardo nuovo, non ancora assuefatto alle regole non scritte del luogo. Inserendosi nella trama sociale del paese, scopre legami, dinamiche e silenzi che parlano più forte delle parole. Quando la distinzione tra bene e male smette di essere netta e diventa una zona grigia, scegliere se indagare o voltarsi dall’altra parte non è più solo una questione morale, ma una scelta che può cambiare tutto.
Con una scrittura tesa e stratificata, Antonio Nucci costruisce un romanzo che scava sotto lo “splendido tappeto” della normalità, interrogando il lettore sul prezzo della verità e sulla comodità dell’autoinganno. La tana del Basilisco, pubblicato nella collana POLAR di BookTribu, è un noir che non si limita a raccontare un mistero: lo fa vivere, mettendo chi legge davanti alla stessa domanda che ossessiona il protagonista. Quanto siamo davvero disposti a sapere, quando sapere significa esporsi al buio?
Gianluca Morozzi, curatore della collana POLAR, ha intervistato per noi l’autore.
Ciao e bentornato per la terza volta in BookTribu. Dopo la distopia de La battaglia delle falene, dopo i racconti di Un passo oltre, questa volta entriamo in territori tanto noir da far uscire questo romanzo nella collana Polar. Come è nata l’idea di questa storia?
Ho sempre amato il mistero, anche se a dirla sinceramente non sono sempre stato appassionato dei casi di cronaca nera. Fino a qualche tempo fa la forte risonanza mediatica creata su alcuni delitti otteneva in me addirittura l’effetto opposto, approfondirne i dettagli mi pareva qualcosa di inutilmente morboso. Poi, a un certo punto, rivisitati alcuni di essi a posteriori, mi sono reso conto che molti dei casi famosi irrisolti nel nostro paese nascondevano risvolti ben più intricati rispetto a quello che era il taglio sensazionalistico fornito all’epoca dai media, un taglio a volte anche semplicistico laddove invece le ipotesi delittuose già ad un esame più attento apparivano ben più complesse ed enigmatiche. Ho deciso allora di creare una storia di questo genere, una storia per chi ama scavare sotto la superficie come Lorenzo, il protagonista.
Hai fatto ricerche storiche e territoriali per garantire maggiore verosimiglianza?
Luoghi e ricostruzioni storiche sono completamente inventati. La costruzione del teatro degli eventi nasce da un incrocio fra cittadine da me visitate durante alcuni viaggi in quella splendida regione che è l’Umbria. La narrazione storica, pur essa frutto di fantasia, è comunque incastonata correttamente sullo sfondo delle epoche descritte. In questo caso ovviamente alcune ricerche sono state necessarie. Credo sia importante mantenere una certa verosimiglianza anche quando si dà pieno sfogo alla propria fantasia.
Come hai creato i personaggi?
I personaggi principali sono nati idealmente mano a mano che la storia prendeva forma nella mia mente ed erano abbastanza definiti già prima di iniziare a scrivere. Le figure secondarie invece in quel momento erano ancora vaghe e hanno poi preso corpo durante la stesura.
Prossimi progetti?
Ne ho già più di uno ma tutti ancora a livello embrionale. Al momento mi tengo aperte tutte le porte
in attesa di decidere a quale incipit dare la precedenza.
Ringraziamo Gianluca Morozzi per la sua intervista.
Buona lettura con La tana del Basilisco (link)!