Appendi alibi mentre precipiti

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Appendi alibi mentre precipiti

Appendi alibi mentre precipiti (link) — il nuovo romanzo di Matteo Mora che racconta una vita intera in una manciata di secondi

Cosa succede negli ultimi istanti prima della fine? Quando il tempo si sgretola e la memoria si compatta in un lampo, cosa affiora davvero alla mente?
Nel sorprendente esordio narrativo di Matteo Mora, la risposta arriva sotto forma di quattordici racconti brevi, taglienti e ironici, che ricompongono – come fotogrammi scomposti – l’anatomia di una caduta.

Il protagonista precipita dall’ultimo piano di un grattacielo. Una manciata di secondi, forse meno. E in quell’intervallo minimo in cui la vita dovrebbe srotolarsi tutta insieme, a lui non compaiono davanti gli occhi né i momenti eroici né le grandi epifanie. No: gli tornano in mente le ex. Le storie d’amore finite male, i dialoghi strozzati, gli imbarazzi, gli errori, le follie, gli incontri che segnano e feriscono, che graffiano la pelle e la memoria.

“Prima di morire rivivi tutta la tua vita. Io in quel momento ho rivisto le mie ex.”

Così prende forma una narrazione che oscilla tra realismo e assurdo, tra adolescenza e presunta maturità, popolata da personaggi che entrano ed escono di scena come in un teatro disordinato, rumoroso, vivo.
La scrittura di Mora è rapida, incisiva, capace di sferzare e di far sorridere, mentre scava nel lato più umano dell’esistenza: le goffaggini, le ossessioni, le verità scomode che spesso non sappiamo confessare neppure a noi stessi.

“E voi, al momento della vostra morte, a chi pensereste? E perché proprio alle vostre ex?” — Matteo Mora

Un libro che non ha paura di sporcare le mani nelle fragilità dei sentimenti, di raccontare il grottesco del quotidiano, di usare l’ironia come lente per guardare il baratro.
Una caduta che non è una fine, ma un pretesto: per fare ordine nel caos, per ridere del proprio passato, per chiedersi se alla fine non siamo tutti appesi a un ricordo mentre precipitiamo.

Gianluca Morozzi, curatore della collana BLACK-OUT e dell’opera, lo ha intervistato per noi.

 Ciao e benvenuto in BookTribu. Tu hai avuto un percorso artistico che ha toccato vari campi oltre alla scrittura, vuoi raccontarcelo?

Ciao, è un grande piacere entrare a far parte di BookTribu.  Da bambino sono stato divorato dal mondo dei fumetti grazie a mio papà che colleziona, dipinge, legge, scrive e disegna fumetti da prima che io nascessi. Ho una matita in mano da che ho memoria. Crescendo sono inciampato nel punk rock e nel suo modo molto diretto e a volte ironico di raccontare situazioni sociali, politiche o sentimentali. Con la musica ho avuto la fortuna di girare un po’ tra est europa, Inghilterra e Giappone. Nel mio piccolo ho sempre portato avanti queste due grandi passioni fino ad arrivare qui.

Com’è nato lo spunto per questo romanzo?

Durante una, forse due, birre tra amici è venuta fuori la domanda “cosa rivedresti al momento della tua morte?”. Quella domanda mi ha messo il tarlo in testa e più ci pensavo più saltavano fuori nomi, volti, situazioni assurde e vecchie canzoni punk. Il filo conduttore del racconto però è venuto fuori da una strofa della canzone “Colla” di una band di amici, il Proposito, dove c’è la frase “appendi alibi mentre precipiti”. Da li, l’idea di caduta che fa da colla alle storie che avevo in testa.

Te lo chiederanno tutti da ora in poi quindi te lo chiedo prima io: quanto c’è di te in queste storie?

Tutte le storie hanno di base una situazione reale. Alcune storie sono fedeli al 100% a quello che è successo e che ho vissuto, altre lo sono in parte. Per quanto alcune situazioni siano assurde o grottesche la parte più “mia” è la metabolizzazione del fallimento delle relazioni. A volte può andare bene, a volte male e a volte deve andare così.

Progetti futuri?

Da quando ho ripreso a pescare mi sono venute in mente alcune storie assurde e soprannaturali sulla pesca, sirene carpa, demoni anguilla e nutrie aliene ecc. al momento sto studiando fauna ittica e vegetazione del Po per descriverle nella maniera più corretta possibile, è ancora tutto in fase di sviluppo ma ci stò lavorando.

Ringraziamo Gianluca Morozzi per la sua intervista. Buona lettura con Appendi alibi mentre precipiti (link)!



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