17 Giu Medicamentum
In questa nuova pubblicazione per la collana PURA VIDA, curata dalla scrittrice Marta Telatin, l’autrice Giorgia Cipelli ci guida in un’indagine profonda dell’anima, attraverso le luci e le ombre che abitano l’esistenza.
Medicamentum (link) scava con delicatezza e intensità nelle pieghe della vita, regalando al lettore la sensazione che, spesso, la cura per le nostre ferite risieda già dentro di noi.
Nell’intervista condotta da Marta, l’autrice approfondisce il percorso tracciato in questa raccolta di poesie.
Racconta perché scrivi poesie, quando e come t’ispiri.
È puro istinto: afferra le immagini che diventano parole. E le parole s’incatenano senza più lasciarsi. Nasce così la mia poesia. In maniera del tutto imprevedibile e imprevista. Come un temporale in una giornata assolata. O un arcobaleno dopo la tempesta. Scrivo di getto, d’ispirazione improvvisa e folgorante, sulla scia dell’ebbrezza creativa. Su foglietti sparsi, con appunti sul telefono, scarabocchi sui tovaglioli del bar. A matita, con messaggi vocali. Ovunque, comunque.
Racconta cosa rappresenta per te questa raccolta.
È stata la mia risalita, la mia cura. Trascinata con emozione improvvisa nel vortice di tutte le luci e ombre del passato e del presente. C’è carne e anima, senza retromarce nel rivelarsi. Attraversando le profondità di un dolore stupendo e assaporato come la vera e unica gioia che sana.
Se questo libro fosse un cibo, quale sarebbe?
Un uovo. Nella sua semplicità assoluta. Nutrimento offerto dalla natura, una grazia gratuita e donata da un altro essere vivente. Con un guscio da rompere, un involucro candido e un cuore rosso, disposto a cambiare essenza di materia e colore a contatto con il fuoco.
E se fosse un animale?
Un’ape. Il suo pungiglione è un’arma velenosa, ma la sua vocazione di produrre miele e propoli è cura.
Che colore daresti alla vita e in generale che colori daresti alla poesia? Se ne hai voglia, racconta anche il perché.
La vita è rossa, la poesia è rossa. È fuoco che divampa, brucia, scalda, forgia. È sangue che scorre a ricreare continuamente vita.
Tu in un verso (tuo o anche di un poeta che ami):
Non scordare:
noi camminiamo sopra l’inferno,
guardando i fiori.
Kobayashi Issa
Buona lettura con Medicamentum (link)!