La testa sulle spalle

La testa sulle spalle

Baldo Stellino debutta con il suo primo romanzo dalle sfumature noir: La testa sulle spalle (link). Una nuova pubblicazione che si inserisce nella collana BLACK-OUT, curata dallo scrittore Gianluca Morozzi.

Un nuovo romanzo che esplora il conflitto tra le aspettative sociali e il desiderio di essere se stessi. In questo percorso, l’opera diventa il luogo per una riflessione profonda sulla libertà di essere se stessi, senza compromessi.

Gianluca ha intervistato per noi l’autore.

Com’è nata l’idea di questo romanzo?

Stavo scrivendo un’altra storia. C’era di mezzo un pulsante, che poi era il protagonista. Un pomeriggio chiamo un mio amico, un bravo regista. Di solito conversiamo di cose assolutamente becere e di poco conto, o almeno all’apparenza è così. Di pesantezza ce n’è già abbastanza in giro. Però certe volte la nostra conversazione vira pericolosamente sui nostri progetti e più in generale sull’arte. Il piglio di questo mio amico ha sempre un ché di solenne, soprattutto quando si tratta di soggetti da mettere in scena, e io mi diverto a prenderlo in giro. Ha sempre voglia di raccontare storie drammatiche. Allora io l’ho buttata lì e gli ho detto: “Ma perché non facciamo un film in cui una famiglia Rom, per uscire dal pantano a cui è costretta, decide di aprire un’agenzia di onoranze funebri?”. Dopo qualche istante di silenzio il mio amico si è messo a ridere, quindi è passato alla successiva celia.

In realtà, mentre lo dicevo, mi rendevo già conto del soggetto, del grottesco a cui sottoporlo, e soprattutto delle ragioni che mi avrebbero naturalmente spinto a scriverlo. Il pulsante è sempre lì, perso in qualche meandro dei miei pensieri. Almeno per ora.

Hai dovuto fare molte ricerche per tratteggiare l’ambiente in cui crescono i personaggi principali?

Prima di scrivere questa storia ho cercato di documentarmi al meglio. Volevo evitare di cadere in grossolane imprecisioni. Spero di esserci riuscito. I lettori mi diranno. Per alcuni mesi ho cercato informazioni e letto quanto più possibile sulla cultura Rom e non solo. Soprattutto mi è stato utile un testo molto interessante di Santino Spinelli, un intellettuale e musicista Rom. Il volume si intitola: Rom Genti Libere. Proprio il fatto di aver letto questo testo, mi ha portato a mettere nero su bianco alcuni dei temi fondamentali del mio romanzo: l’emancipazione, la prevaricazione e, dulcis in fundo, la necessità, spesso disattesa da ognuno, di essere sé stessi.

Come lo definiresti? Un noir, un romanzo di formazione…

Eh… questa è una bella domanda. Mi sono da subito trovato in difficoltà nel collocare questo testo in una categoria. Incasellare queste pagine mi è tuttora difficile. Alla fine penso che si possa definire come un romanzo di formazione, che si piega alle necessità che la storia gli impone, fino a trasformarsi compiutamente in un noir.

Hai in programma qualche nuovo romanzo?  

Ho in mente un po’ di idee, e per fortuna ne arrivano sempre di nuove. Sono pieno di pizzini dove le idee confluiscono nei momenti meno probabili. Pulsante a parte, ho già cominciato a delineare i personaggi per una nuova storia, che ha a che fare con la memoria, la memoria persa intendo, e la messa in dubbio di qualsiasi informazione che abbia la velleità di definirsi oggettiva. Quando avrò finito di abbozzare soggetto e personaggi, mi metterò alla tastiera e comincerò un nuovo viaggio con altri nuovi, possibilmente sgangherati, compagni di ventura. Credo che mi divertirò anche stavolta!

Buona lettura con La testa sulle spalle (link).



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