28 Gen Cani sciolti
Mattia Cuelli torna con il seguito de LaCagna con una nuova storia di crimine e vendetta dal titolo Cani sciolti (link), per la collana POLAR, curata dallo scrittore Paolo Panzacchi.
Con la sua narrazione incalzante e l’introduzione di nuovi e interessanti personaggi, Mattia Cuelli riporta il lettore al fianco dell’impetuosa Andrea Negri e dei suoi improbabili compagni in questo nuovo romanzo giallo dalle tinte noir, che intende continuare a esplorare gli angoli più oscuri dell’animo umano.
Approfondiamo questo secondo romanzo attraverso l’intervista all’autore.
Che sensazioni hai avuto nel ritrovare e nel far rivivere su carta questi tuoi vecchi personaggi?
Nonostante siano trascorsi quasi otto anni dalla prima stesura de LaCagna, i personaggi che hanno dato vita a quella storia, e a questa, sono sempre rimasti vivi nella mia mente, e pronti per vivere un’altra avventura.
Li ho trattati male, questa volta. Li ho strapazzati per bene, e vi posso garantire che, tuttavia, mi sentivo accanto a loro a ogni risata, a ogni pianto, a ogni riflessione su come va la vita e su quanto sappia essere dura. È stato davvero bello poter fare ancora un giro di valzer con questi personaggi che adoro e che vedo crescere ed evolversi a ogni pagina.
Com’è stato crearne uno ex-novo da far interagire con loro?
Accanto ai vecchi, mi sembrava giusto inserire una new entry e, diavolo, vi garantisco che sarà un gran bel personaggio l’ispettore Aido Ramingo.
Un nome desueto per un personaggio che considera il dover fare la cosa giusta il suo peggior difetto. E come dargli torto? Se non fosse stato per quello, non avrebbe mai incrociato la strada di Andrea Negri, e questa storia sarebbe stata, con ogni probabilità, ben diversa.
Quanto ha richiesto, a livello emotivo e di energie, la scrittura di questo nuovo romanzo?
Io so che lo dico ogni volta, ma questa è stata davvero, davvero un parto. Sai quando una storia è talmente complicata da riuscire a complicare a sua volta anche cose che esulano da sé stessa? Ecco, questo è il caso, e chi è dietro le quinte lo sa bene le energie che si sono dovute profondere per fa sì che questo libro vedesse la luce… basti sapere che doveva uscire a Natale. Nella stesura della storia, invece, la scommessa era quella di mantenere intatto il fil rouge della vicenda precedente, riuscendo a offrire ai lettori qualcosa di autonomo, fruibile anche da chi non avesse letto il primo volume. La sfida nella sfida era quella di far sì che Andrea non apparisse come il personaggio buono della vicenda, ma che mantenesse il suo status di male necessario, acquisito dalla vicenda precedente. Responso? Missione riuscita.
È più fatica o divertimento, portare avanti una serie?
Entrambe.
Il divertimento sta tutto nel giocare con gli stessi personaggi, partendo dal fatto che li si conosce meglio, e che loro stessi si conoscono meglio. Si possono sfruttare dinamiche precedenti senza perdere tempo a dover spiegare perché o percome un certo personaggio si comporta in una determinata maniera, o ha un rapporto privilegiato con un altro personaggio, o perché magari ne detesta un altro, se non tratteggiando la ragione velocemente, con un brevissimo recap. E poi, LaCagna è stato ideato come una trilogia.
Ci sarà un altro capitolo?
Trilogia… ci si vede tra un anno con l’epilogo di tutto, nel frattempo, godetevi il capitolo due, che non è una barba come Le Due Torri.
Buona lettura con Cani sciolti (link).