ARAWAN

ARAWAN

Una nuova uscita per la collana BLACK-OUT, curata dallo scrittore Gianluca Morozzi, racconta un nuovo volto della città di Bologna in ARAWAN (link) dell’autore Andrea Tabellini, già noto al pubblico di BookTribu per la sua raccolta di racconti Taxifollia.

Un romanzo che propone il ritratto, velato di mistero, di una società in continuo mutamento. Una città divisa in due, che fa sentire con forza al lettore la propria voce, portandolo a confrontarsi con i lati più scomodi della contemporaneità. L’autore ci regala ancora quel tocco fine di ironia del suo lavoro precedente attraverso il personaggio del Maresciallo Arturo Caputo che, sulle tracce dello spaccio di droga, incontrerà Arawan.

A dare luce a questa nuova storia sarà Gianluca, che ha condotto per noi l’intervista con lo scrittore.

Ciao e ben ritrovato sul sito di BookTribu. Ti avevamo conosciuto con Taxifollia e ti ritroviamo con un romanzo decisamente diverso. Ci vuoi spiegare similitudini e differenze?

Ciao a tutte e a tutti.

Inizierei dalle similitudini tra Taxifollia e Arawan. Il primo era una raccolta di racconti dove il centro era il “tassismo” come punto di osservazione. Anche in “Arawan” il mio lavoro è stato fonte di immagini di una Bologna in continua trasformazione, tanto che ho sentito la necessità di visualizzarla con un romanzo. Vengo dunque alle differenze. “Taxifollia” è una raccolta di racconti mentre “Arawan” si può definire una crime novel o semplicemente un giallo a sfondo sociale.

Grande protagonista è lo sfondo. Bologna, il quartiere Bolognina e le sue anime e zone della città. Ce ne vuoi parlare?

Nel romanzo scrivo che Bologna è una città che mal sopporta la povertà. Mi interessava contrapporre un quartiere ricco, dove sono cresciuto (pur non essendo ricco) a uno più popolare. Così San Mamolo si contrappone alla Bolognina. Il disagio accomuna le due zone, più nascosto sui Colli e più in superficie alle spalle della stazione ferroviaria.

Da dove arrivano i personaggi? Immaginazione, osservazione o un po’ di tutte e due?

Ci sono persone che mi trasmettono storie. Basta un’occhiata e la mia mente inizia a elaborare una serie di informazioni che possono avere più o meno a che fare con la realtà. Per esempio, Arawan (il protagonista) è nato da una camminata che faccio abitualmente dal garage a casa. Davanti a un locale “chic” ho visto un nero in giacca e cravatta che piantonava l’entrata. Ho pensato a una sua possibile storia, a come fosse arrivato lì, dove invece alloggiasse, chi fossero i suoi amici o se avesse famiglia.

 Appena rientrato a casa mi sono messo al computer e ho iniziato a scrivere il libro.

Ci dobbiamo aspettare un terzo romanzo?   

Mi piacerebbe potere trasmettere l’esperienza del “live” (inteso come concerto su carta), essendo io stesso un assiduo frequentatore di festival, concerti o concertini. Ho buttato giù qualcosa in tono sempre ironico perché, comunque vada, la vita non va presa troppo sul serio.

Chissà…

Buona lettura con ARAWAN (link)!



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