06 Gen Intervista all’Autrice: Clara Spada
Conoscere nuovi autori, lasciare che raccontino qualcosa del loro percorso e condividere questi incontri con la community è lo spirito con cui BookTribu è nata: oggi vi presentiamo Clara Spada, un’autrice poliedrica, che nella sua vita ha avuto modo di sperimentare diverse forme di scrittura. Abbiamo parlato di libri, di cinema e di molto altro: venite a scoprirla!
Partiamo da te. Come si passa dagli studi di Teologia alla scrittura di romanzi?
Ho iniziato a leggere a cinque anni e non ho mai smesso. Dopo tanti autori di vaglia non mi ritenevo all’altezza di scrivere, eccetto per quotidiani e riviste. La Teologia è arrivata per caso e per curiosità: non si può affrontare senza una guida. In Facoltà ho avuto professori gesuiti eccezionali che mi hanno trasmesso moltissimo. Posso considerare la mia tesi il mio primo libro (SI VENUS MUTATUR- Omosessualità: un problema teologico e pastorale nell’attuale contesto socioculturale).
Uno dei tuoi libri è stato tradotto e pubblicato in Francia: come cambiano i lettori da un luogo all’altro?
Leggo quasi sempre in inglese e ritengo che i lettori non cambino da un luogo all’altro. Semmai cambiano i gusti, ma questo vale per tutti. Mi ha deluso l’ultimo/primo di Harper Lee e credo non solo me.
Hai scritto anche per la tv, e hai collaborato con riviste e quotidiani. Come cambia, a seconda del mezzo che usi, il tuo stile di scrittura?
Bisogna entrare nel “personaggio” e pensare a chi vuoi comunicare un qualcosa. Senza mai dimenticare la legge delle “doppie v”, lo stile si adatta alla linea della rivista. Ciò vale anche per i quotidiani, tenendo però presente la loro dimensione. Comunque sempre senza perdere di vista se stessi.
C’è un progetto a cui stai lavorando per il futuro?
Progetti tanti. Più difficile concretizzarli, se serve sono pignola nelle ricerche: di solito i miei libri hanno lunga gestazione. Li “scrivo” a mente prima di addormentarmi. Di uno ho già inizio e fine, sto elaborando il corpus. L’altro è più complesso, tocca momenti privati familiari ma anche un determinato periodo politico. Ricerche non semplici.
BookTribu è una community fondata sulla partecipazione, e sullo scambio tra autori e lettori. Tu come vivi questo rapporto?
Sono favorevole allo scambio anche fra autore e autore oltre, ovviamente, coi lettori. Le idee sono stimolanti e si moltiplicano col dialogo. Mi stupisce vedere la cover di un mio libro nella pagina Facebook di persone sconosciute, addirittura di paesi lontani come l’Indonesia. E mi emoziona ricevere lettere e commenti da lettori che non conosco. Sono sempre convinta che mi leggano soltanto i miei figli! Anche se mi snobbano…
Oltre a pubblicare libri, ti occupi anche di recensioni di film. Cosa deve avere un buon film per colpirti?
Fin da bambina ho visto tantissimi film, alcuni li rivedrei volentieri, altri -anche se belli- no. Difficile dire perché, oppure sì, li devo sentire “dentro”: per il soggetto, per l’interpretazione o l’ambientazione. Non amo i fantasy. Dopo aver ammirato Metropolis restaurato, con le musiche originali, mi sembra troppo facile l’uso di effetti speciali ottenuti coi mezzi moderni. Di recente mi ha colpito molto il regista Manoel De Riveira e il film di Mastroianni, l’ultimo per entrambi. Comunque intuisco quasi sempre chi vincerà l’Oscar.
Il tuo motto è “tutto mi incuriosisce”, come si fa a rimanere sempre curiosi?
Come si potrebbe non esserlo? La curiosità stimola la conoscenza e per nostra fortuna non si finisce mai di imparare. Ho appena terminato Il cielo sopra l’inferno di Sarah Helms, un réportage su Ravensbruck, unico campo di sterminio per sole donne. Pur appartenendo al genere che seguo mi ha aperto un mondo sconosciuto e tremendo, tenuto nascosto anche nei grandi processi come Norimberga.
Grazie!