Una guarigione

Una guarigione

Una nuova opera viene accolta nel catalogo BookTribu. Questo romanzo vi farà entrare nelle menti di coloro che vengono più estromessi dalla società, i criminali, attraversando il loro desiderio di rivalsa sociale e un auspicato ritorno alla normalità. Una guarigione (link), di Astrid Scaffo, una perla originaria dalla collana BLACK-OUT, curata dallo scrittore Gianluca Morozzi.

L’autrice si è data disponibile a rispondere le domande poste dallo scrittore Gianluca Morozzi, fornendo una intervista per tutti i suoi lettori.

Ciao! Vuoi raccontare ai seguaci di BookTribu com’è nato lo spunto iniziale per Una guarigione?

Volevo raccontare una storia a lieto fine sulla rieducazione del malato di mente che commette un omicidio o comunque un reato. Queste persone subiscono una serie di pregiudizi: primo fra tutti quello di essere usciti indenni da un processo difficile con la “scusa” della malattia mentale, poi hanno una detenzione, secondo alcuni, privilegiata, quando in realtà non è così…inoltre quando escono spesso, visto il crimine commesso e la loro condizione di malati, anche se dichiarati guariti, non sono accettati dalla loro comunità di origine e il loro reinserimento sociale è particolarmente difficile.

La malattia mentale è un tema che affascina da sempre autori e autrici (penso a McGrath, ad esempio). Ti piace come argomento narrativo o è un interesse limitato a questa storia?

La malattia mentale fa parte di quelle che io definisco le mie “ossessioni letterarie” ovvero quei temi per i quali ho un interesse particolare, e quindi ricorrono spesso nelle mie scelte, fra le mie letture preferite. È un tema che mi affascina e allo stesso tempo mi terrorizza perché la mente umana conosce delle vastità e degli abissi difficili da sondare.

Ci racconti le ambientazioni di questo romanzo?

Di solito si scrive di ciò che si conosce. Amo la piccola Ferrara perché è a misura d’uomo: una città che sa essere moderna ed anche possedere con centro storico medievale bellissimo, cosa desiderare di più? È stata il teatro dei miei studi e di parte della mia vita. Il Po, per noi nati o vissuti qui, è quasi un parente. Siamo in una zona in cui il fiume ha fatto sentire nel passato tutta la sua forza (mi riferisco alla tragica alluvione del 1951) e chi lo vede, anche solo di passaggio, non può restarne indifferente. È un fiume che ha una malia particolare. Altri autori ne sono rimasti colpiti, ad esempio Bacchelli e il suo “Il mulino del Po”.

Progetti futuri?

Ho una storia per la testa, ambientata di nuovo a Ferrara. Una donna, commissario di polizia, che rischia di perdere la vista a causa di una malattia, un amore sbagliato e un caso difficile da risolvere…chissà se ce la farò: ogni storia è una sfida.

Potete trovare il romanzo Una guarigione sul nostro catalogo o grazie a questo comodo link.

Buona lettura!



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