L'autore:
“L'aria fredda della notte Texana mi avvolse, facendomi rabbrividire. Sopra di me, un cielo stellato da togliere il fiato, miliardi di puntini luminosi appuntati sulla volta celeste a perdita d'occhio.
Tutt'intorno a me, l'America sognata da sempre, così lontana da quella stereotipata dalla televisione, fatta di grattacieli scintillanti, auto di lusso e donne da sballo. Intorno a me, c'erano solo desolazione e degrado. Baracche fatiscenti, una strada polverosa dall'asfalto cotto dal sole e campi desolati, a perdita d'occhio. Era l'America degli ultimi, dei perdenti, dei Bukowski, dei Kerouac e dei Fante. Inspirai a fondo quell'aria che sapeva di minestra riscaldata e gomme bruciate, mentre a pochi passi da me, un cane pulcioso e smunto avanzava claudicante, reggendo la carcassa di un armadillo tra le fauci.”