Cristiano Ercoli

Cosa resta di quegli anni ottanta

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Spensierati, sgargianti, pieni di una dolce incoscienza… Gli anni Ottanta si fecero carico, quasi per magia, di cancellare le ombre del decennio precedente. Non furono un paradiso senza macchie, ma lasciarono un segno indelebile come un’epoca di audace fiducia nel futuro e di travolgente leggerezza.

L’autore: “Mi sono dedicato e ho raccontato gli anni Ottanta, perché li ho vissuti intensamente, mi hanno formato e regalato la felicità di guardare al futuro come se tutto fosse possibile. Questo è uno sguardo indulgente e conciliante verso anni carichi di promesse ma non facilissimi da capire. Il calcio usato come una lente potente capace di mettere a fuoco la transizione epocale, un viaggio vibrante dal vecchio al nuovo, dal passato al futuro, dove ogni goal, ogni azione, racconta il cambiamento di un’intera società. Un decennio di affascinanti contrasti, effervescente e pieno di innumerevoli novità disponibili a tutti. Mentre gli scenari internazionali si trasformavano in un caleidoscopio di eventi senza precedenti, il pensiero collettivo sembrava abbracciare con entusiasmo una spensieratezza contagiosa. È stata un’epoca in cui cronaca e storia si sono intrecciate per plasmare profondi cambiamenti nel costume e nella società, lasciando un’eredità luminosa e irripetibile. Un’era che brillava di innovazione e ottimismo, dove ogni aspetto della vita sembrava urlare: il futuro è qui, ed è tutto da vivere! Questa è la strada che il mondo imboccava per viaggiare verso un suo futuro”.

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Sinossi

Bizzarra dicotomia, quella del decennio Ottanta. Mentre gli scacchieri internazionali si modificano in un caleidoscopio senza precedenti con fatti di cronaca iridescenti, il pensiero collettivo tende, almeno apparentemente, alla spensieratezza. Scanzonati, colorati, incoscienti gli Ottanta hanno avuto il compito di far dimenticare le difficoltà del decennio precedente che era immerso in utopie rivoluzionarie e una forte politicizzazione. Questi anni rappresentano il decennio che ha incubato il tramonto di un'era e l'alba del nuovo mondo. Impossibile non porre in relazione cronaca e storia per tracciare le evoluzioni che hanno toccato il costume e la società. Certo, non furono soltanto rose e fiori, ma al loro interno ribolliva una stagione di fiducia nel futuro e la voglia di una grande leggerezza.

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Recensisci per primo “Cosa resta di quegli anni ottanta”
250
pagine
Formato:
148x210
Rilegatura:
brossura
ISBN:
979-12-5661-070-9

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