Romanzo VINCITORE del 9° Concorso letterario nazionale di BookTribu.
Motivazioni della giuria:
Il racconto si distingue per la sua profonda esplorazione del "sentire animale", un'immersione nelle emozioni di elefanti maestosi e fragili. L'autrice restituisce un Sudafrica ferito ma in guarigione, è un'opera che trasporta il lettore in un mondo di rinnovata speranza, attraverso un linguaggio intenso e toccante.
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Sono sempre gli uomini a stabilire le regole, abituati come sono a pensare di dover dirigere perfino il vento e le montagne: forse non capiscono quanto sia arbitrario imporle agli animali selvatici, e certo non considerano ciò che abita il loro corpo.
L'autrice: “A venti anni di distanza qualche elefante di allora è certamente ancora vivo e gli adulti di adesso sono i cuccioli del passato. Fuori dal presente non c'è nulla: quando li guardi, gli animali hanno la capacità di indurre questa particolare sensazione e anche di compiere altre magie, regalandoti un tempo che si fa minuscolo e, al contrario, elementi grandi ed esterni a quella piccolezza che si nascondono fino a sembrare assenti”.
Il racconto nasce da un’esperienza di viaggio e trae ispirazione da vicende storiche avvenute in Sudafrica nella regione del Capo Orientale: dalla strage di elefanti d’inizio 1900 alla contrastata creazione del parco nazionale Addo.
L’intento è esprimere i molti aspetti di comunanza tra questi animali e l’essere umano evidenziando la capacità di provare emozioni quali paura, dolore, empatia, sconcerto di fronte alla morte. Il tema della coscienza animale è attualissimo e, pur nella difficoltà di una definizione precisa, viene ormai riconosciuto, come testimonia la recente Dichiarazione di New York - aprile 2024 - che vanta 300 scienziati firmatari. Altrettanto attuali le tematiche legate alla sostenibilità ambientale e alla tutela del pianeta.
Considero gli elefanti creature affascinanti sia per la loro diversità che per la prossimità all’uomo, per il tremendo potenziale fisico e per la straordinaria sensibilità che sanno dimostrare. Pur differenti, elefanti e uomini mantengono origini non nettamente separabili poiché si sono sviluppati nello stesso crogiolo dei tempi evolutivi e, a partire dal pensiero di Darwin fino alle esperienze di etologi come Carl Safina e Franz De Waal, è probabile che “tutte le abilità che ci rendono umani […]esistono in vario grado anche in altre menti con le quali condividiamo questo pianeta”.
Nella prima parte del libro presento le vicissitudini degli elefanti superstiti al massacro governativo e di altri animali introdotti agli esordi del parco, di cui immagino le emozioni, gli ipotetici punti di vista sulla realtà circostante, le reazioni agli interventi a gamba tesa dell’uomo.
La seconda parte è un racconto di viaggio, il resoconto concreto ed emotivo di un ritorno.
Dopo un ventennio dalla prima visita, con la consapevolezza del passato e le sensazioni rinnovate dal tempo presente e dal contatto con la bellezza animale, avviene l’incontro con la riserva ampliata, dove maggior conoscenza e rispetto delle esigenze ambientali hanno permesso la correzione di errori lontani, grazie anche a uno sguardo più attento al mondo naturale di cui l’uomo non può più dirsi padrone.
Le mie numerose esperienze di viaggio in ecosistemi diversissimi - e la cui bellezza va preservato dall’eccesso di contaminazione antropica - mi hanno insegnato ad assumere la prospettiva dell’universo dei viventi, dove noi siamo solo una specie tra le tante altre con le quali manteniamo radici comuni e insospettabili affinità.
Il centro della narrazione resta il “sentire animale”, con le inaspettate sfaccettature di intelligenze spesso sottostimate.
Un libro per tutti coloro che amano il viaggio, gli animali e la natura.