4,95€ – 19,00€
L’autore:
“La storia d’amore tra i due protagonisti mi frullava nella mente da tempo, dovevo solo trovare una vicenda gialla – o noir, un mistero insomma – da abbinare a essa, a farle da sfondo, per creare le basi affinchè Marco e Miranda si incontrassero, e la natura facesse il resto. L’ho trovata ispirandomi a fatti di cronaca che purtroppo non appartengono ai reami della fiction, ma a quelli della realtà più cruda e spietata. Che non bisogna stancarsi di stigmatizzare, perché tutto può contribuire a combattere la violenza e la sopraffazione sui più deboli, anche un piccolo romanzo come questo.”
A Bologna tre donne sono sparite nel nulla negli ultimi undici mesi.
L’unico che ha capito perché è un modesto investigatore privato, e qualcuno nell’ombra è molto interessato a ciò che lui ha da dire in proposito.
C’entra con tutto questo la sensuale sconosciuta che una sera, a sorpresa, va a far visita a Marco a casa sua? Come lui scoprirà in poche ore, Miranda è la vera chiave di tutto, il filo che riannodando tutti gli altri metterà a nudo una realtà del tutto inattesa. E molto pericolosa.
| Formato | cartaceo, mobi |
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MONICA VEGGIAN –
La copertina e la trama di “Miranda” mi parlavano di un libro giallo; forse un giallo inconsueto. Affascinata da questa misteriosa cover (e di solito non sono influenzabile) mi sono immersa nella lettura. Scoprendo che il giallo è solo uno dei colori presenti. Anzi, forse è anche il meno marcato.
Ma partiamo dall’inizio: Bologna, una serata come tante, dopocena; un condominio come tanti, una TV accesa, una pizza intiepidita. E già entriamo nella storia, senza sapere che l’autore si premurerà sempre di accoglierci nei suoi luoghi di narrazione. Non solo, farà di più: ci porterà ad esplorare l’animo dei protagonisti, e lo farà attraverso descrizioni, immagini, dialoghi. Con delicatezza e profondità.
Lo squillo dei citofono nell’appartamento anonimo improvvisamente inizia a dar vita alla narrazione; che è sempre perfetta, circostanziata, precisa. Ma non aspettiamoci nulla di banale o noioso, perché Orlandi ci sorprende cambiando marcia, rallentando e poi accelerando ancora. Non sapremo cosa succede nel capitolo successivo ma vorremo scoprirlo e alla fine ci ritroveremo ad avere letto un libro intero in poche ore. Ma questo è lo stile, e con uno stile così non puoi rallentare nemmeno tu che stai leggendo. Segui la trama che ti affascina. I personaggi protagonisti in scena sono due, soltanto due. Meravigliosi e perfetti, descritti talmente bene che se chiudi gli occhi li vedi. E attraverso il loro dialogo scopriamo che esiste una Bologna inquieta; almeno quanto Miranda e Marco, i nostri attori principali, sono dopotutto inquieti. L’inquietudine ha motivi diversi, e nel corso della storia emerge sempre qualcosa di più. Orlandi usa una tecnica narrativa che non conoscevo; in una stessa scena è capace di parlare di dolore, di amore, di dramma, di vita quotidiana e …. ecco che nella riga successiva stempera tutto con una sagace ironia, in cui eccelle al momento giusto. Quasi a farci prendere fiato mentre seguiamo la vicenda. I protagonisti li amiamo, poco da dire; ma nel contempo li guardiamo con diffidenza perché di loro sappiamo solo quello che ci hanno voluto dire. Erano sinceri? Nascondevano qualcosa? Mentre dubitiamo di tutto, mentre osserviamo lo strano walzer fra Miranda e Marco, l’attualità ci piomba addosso con crudele realismo; entriamo nel giallo: donne scomparse misteriosamente, ipotesi, supposizioni. Ma entriamo a tratti anche nel profondo nero di un dolore narrato, nel tenue rosa di amori perduti ma ricordati, nell’impetuoso rosso di passioni che non ti aspetti. Eh sì, Orlandi gioca con i colori fino a stordirci.
Ma sarà il colore del finale a stupirci.
Un colore che ovviamente non posso rivelare.
Magnifico libro che merita i riflettori per stile, potenza narrativa, creatività, sagacia. Un autore che mi ha catturata dalla prima riga, che ha scatenato molteplici emozioni in me durante la lettura; e una lettura che ti rimane dentro anche quando hai chiuso il libro. Per me questo significa una sola cosa: un posto stabile nella mia libreria, dove potrò immergermi ancora in una storia mozzafiato … in tutti i sensi. Affermazione, quest’ultima, che solo chi leggerà “Miranda” comprenderà appieno. E di certo condividerà.