Veronica Vantini

Gli interrotti

4,9520,00

Romanzo finalista del 9° Concorso letterario nazionale di BookTribu, vincitore della menzione speciale per Antologia di racconti.

Sono gli altri a interromperci o nasciamo già con un ingranaggio che si inceppa? Ci completiamo insieme, insieme ci cancelliamo.

A volte per fortuna ci blocchiamo e ripartiamo.

L’autrice: “Sono tanti e nessuno, siamo tutti e qualcuno. Rincorrono la vita, perché quello sanno fare, inciampano come noi, ma poi trovano il guasto e lo sistemano per ripartire. Si interrompono all’inizio, a metà o alla fine, ma fa parte di un disegno più grande. Però non mollano, mai…”

Formato : cartaceo
Clear selection
18 app e Carta Cultura Giovani
1 mi piace
Leggi Estratto


Sinossi

Storie di personaggi spesso borderline, con dinamiche difficili, che si inceppano a un certo punto della loro vita e poi ripartono.
Alcuni rinascono dalle ceneri di uno sbaglio, di un incidente, di un limite.
Altri non sono mai nati veramente.
La vita li accomuna, in un ingranaggio non sempre ben oliato.
Si districano tra pennellate di diverse normalità.
Cadono nel fango e si rialzano, verso una redenzione che li rende carismatici, quasi religiosi.

Con la prefazione di Luisa Patta.

Illustratore Copertina

Additional Information
Formato

cartaceo, mobi

Recensioni (15)

Recensioni

  1. giottiadriana

    “Gli interrotti”, di Veronica Vantini, è una raccolta di racconti brevi, alcuni brevissimi, che mostra l’istante in cui la vita ci pone di fronte al “momento di non ritorno”, in cui scelte e azioni provocano effetti irreversibili.
    Attraverso storie di piccoli e inconsapevoli personaggi, cui sono negate la magia, le fiabe e le favole, la Vantini smentisce il mito della fanciullezza e della genitorialità. Il primo crolla di fronte alle “infanzie sbriciolate” che, lungi dal rappresentare l’infanzia quale simbolo di spensieratezza, dimostrano l’esistenza di mostri, che consapevolmente e irreparabilmente tradiscono il ruolo di proteggere, di trasmettere i valori umani, la compassione e la cura, e diventano entità invincibili e causa primaria di fratture irreparabili. La relazione genitori-figli è indagata dal basso, attraverso gli occhi dei bambini, rivelando come gli adulti possano anticipare l’incontro con il dolore, l’incuria e l’assenza. In questo senso “Gli interrotti” smitizza la genitorialità, mostra le conseguenze provocate da individui dominati dai peggiori istinti, dall’egoismo e dalla sopraffazione, e mostra veristicamente il marchio indelebile degli indesiderati, l’inciampo che rompe l’ingranaggio nella crescita morale e intellettuale di un essere umano. Lontana dal formulare giudizi, l’autrice dimostra come il fallimento del passaggio di testimone tra le vecchie e le nuove generazioni, non sia sempre determinato dal naturale salto generazionale, ma più spesso da un difetto d’idoneità a ricoprire un ruolo che esige spirito di sacrificio e responsabilità.
    In IV di copertina si pone una domanda ai lettori: “Sono gli altri a interromperci o nasciamo già con un ingranaggio che si inceppa”? La lettura dei racconti costringe a riflettere che se tutti i protagonisti di questo libro – Lorenzo, Emma, Lory, Omar, Matilde, e così via – sono figli di Crono, carne e anime divorate, “immobilizzate” e costrette a fuggire per non dover tornare indietro, gli ingranaggi possono essere fatti, episodi o sfortunate coincidenze, ma anche persone in carne e ossa.
    Potrebbe essere l’ennesimo libro sull’infanzia rubata, se non fosse che nel secondo capitolo l’autrice crea un forte contrasto: da un lato, adulti che “osservano” i bambini e che “si attaccano alla fame d’amore” per “rubargli il cuore”, e madri irrisolte e “senza magia”, “convinte di essere uno sbaglio”, che “hanno smesso di essere umane con se stesse”, donne invisibili che sguazzano dentro le parole e le promesse degli altri, donne che hanno fallito e che non impareranno mai a concedersi o concedere ad altri una rivincita; dall’altro, persone che hanno imparato dalla vita ad esorcizzare il dolore, con il coraggio e l’ironia, e a trasformarlo in risorsa, rinascita e rivincita.
    La terza parte attiene alla fase della vita in cui non ci sono più domande da porre né risposte da cercare. Tutto è compiuto, ed è solo frutto delle nostre scelte, della capacità di resistere alla “predestinazione”.

  2. julie.christina80

    Gli interrotti di Veronica Vantini è un romanzo che affronta con sensibilità e profondità il tema della crescita, delle scelte e delle relazioni interpersonali. La narrazione si svolge attraverso gli occhi di giovani protagonisti, ciascuno alle prese con le proprie difficoltà, sogni e paure, in un contesto che sembra sospeso tra l’adolescenza e l’età adulta.

    Vantini riesce a creare personaggi realistici e complessi, capaci di suscitare empatia nel lettore. La scrittura è fluida e coinvolgente, con un’attenzione particolare ai dettagli emotivi e alle sfumature delle relazioni, che rendono il romanzo molto intimo e autentico.

    Il titolo, Gli interrotti, suggerisce già un senso di sospensione e di non completamento, tema che si riflette nelle vite dei personaggi e nelle loro scelte. La storia invita a riflettere sulla fragilità delle decisioni giovanili e sulla possibilità di ricominciare anche dopo aver interrotto un percorso.

    Consiglio questo libro a chi ama storie profonde e realistiche, capaci di toccare le corde più intime dell’animo umano, e a chi desidera esplorare le complessità del mondo adolescenziale con sensibilità e profondità.

  3. montonati.prima

    Gli interrotti di Veronica Vantini (2024, BookTribu) è una silloge che esplora, attraverso uno stile evocativo fatto di immagini dense e precise, le tre età dell’uomo: infanzia, età adulta, vecchiaia. Al centro, la fragilità umana, declinata nelle sue infinite sfumature, osservata nei piccoli e grandi tormenti che attraversano l’esistenza.
    La prima sezione, dedicata all’infanzia, è forse quella che raggiunge la massima potenza espressiva, dove l’autrice riesce con una scrittura sincera a catturare con rara sensibilità quel territorio inesplorato fatto di emozioni ancora sconosciute e incomprensibili. Come nel racconto “Non si fa”, in cui un bambino scopre sensazioni nuove spiando la zia mentre si strucca:
    Mi avvicino e metto l’occhio nel buco della serratura. C’è un mondo che mi cattura. Zia si sta struccando. Mette del liquido sul cotone, lo passa nell’occhio con cura, poi nell’altro. Ora il suo viso è più bianco ma anche più giovane. Poi si toglie la gonna e rimane con quelle calze strane. Non le ho mai viste a mamma. Sento di nuovo il sangue alla testa che corre veloce e per un attimo ho paura.
    L’autrice del libro Gli interrotti, Veronica Vantini
    In poche righe, Vantini riesce a restituire quel momento preciso di transizione, quando l’innocenza dell’infanzia inizia a incrinarsi di fronte alle prime pulsioni incomprese.
    La scrittura si fa particolarmente incisiva quando l’autrice affronta le realtà più difficili, quelle al margine, dove si muovono personaggi segnati da genitori violenti, da assenze e solitudini. “Vi spiavo e disegnavo le sue urla con pastelli di scuola. Il suo sorriso quando usciva da quella stanza era immenso, e come una gonna ad ampie falde ci nascondeva sotto le tue botte”. Il racconto della violenza domestica attraverso lo sguardo straniato dell’infanzia, che trasforma il trauma in poesia. La bambina sublima il dolore attraverso l’arte, usando semplici pastelli da scuola – strumenti umili, che ricordano la sfida di cui parlava Hemingway: scrivere pagine immortali usando parole da venti centesimi. Allo stesso modo, l’autrice trasforma l’ordinario in straordinario, il dolore in gesto artistico.
    I racconti, pur nella loro brevità – quasi aforistica, a volte – creano una galleria di istantanee di umanità che rimangono impresse. Come lampi che illuminano vite ai margini, questi frammenti narrativi riescono a far affezionare il lettore ai personaggi, lasciando spesso il desiderio di saperne di più, di vedere quelle esistenze svilupparsi in narrazioni più ampie.
    “Il vento è impazzito e si sta mangiando a pezzi la città.”
    Con frasi evocative l’autrice allarga il suo sguardo poetico sulla realtà. Canta con l’anima, quando cavalca sul dorso dell’emozione istintuale, quando si specchia senza paura nelle vite che racconta. Ed è in questi momenti che la sua scrittura raggiunge vette di sincerità espressiva che colpiscono il lettore, lasciandolo con la sensazione di aver spiato, attraverso il buco della serratura, frammenti di vite autentiche. Interrotte, ma non per questo meno significative.

  4. Denise Facchini

    Gli Interrotti: Frammenti di vite sospese.
    Veronica Vantini, con “Gli Interrotti”, ci immerge in un caleidoscopio di storie che pulsano di vita, interrotte e ricominciate. Lo scritto, come un mosaico, compone un quadro complesso della condizione umana, esplorando temi universali come la perdita, la resilienza e la ricerca di un nuovo inizio.
    Un viaggio emozionale intenso.
    Le vite dei personaggi, spesso ai margini, si incrociano e si scontrano, offrendo al lettore un’esperienza emotiva intensa. La scrittura di Vantini è diretta e penetrante, capace di catturare l’attenzione e di farci immedesimare profondamente nei protagonisti. Le loro storie, a tratti crude e dolorose, ci ricordano la fragilità della vita e la forza dell’animo umano. La struttura del romanzo è innovativa e sorprendente: i racconti si susseguono, veloci e spiazzanti, alternando prosa e poesia. Questa scelta stilistica conferisce al libro un ritmo incalzante e rende la lettura un’esperienza coinvolgente. La sorpresa è, infatti, uno dei pregi fondamentali di questa raccolta di racconti, intervallata da lampi poetici che illuminano le pagine. “Gli Interrotti” ci insegna che la vita è un percorso accidentato, fatto di alti e bassi, di gioie e dolori. Ci mostra come, anche dopo le più grandi ferite, sia possibile rialzarsi e ricominciare a vivere. È un libro che ci invita a riflettere sulla nostra esistenza e a trovare il coraggio di affrontare le sfide che la vita ci pone davanti. E’ un’opera che tocca corde profonde, esplorando temi come la perdita, la resilienza e la ricerca di un nuovo inizio. I racconti, brevi e intensi, sembrano creare un mosaico di vite interrotte da eventi improvvisi o da scelte difficili. E’ un romanzo che lascia il segno. È un libro appassionante, accattivante e nello stesso tempo famigliare, che ci tocca nel profondo e ci fa riflettere sulla complessità della vita. È un libro da leggere e da consigliare che farà emozionare, commuovere e, forse, anche sorridere.

  5. luisamariascandola

    La cosa che mi ha colpito di questo libro, è il continuo movimento di situazioni, di personaggi, di ambienti e di storie che vengono Proposte al lettore.
    Leggerlo è come salire su un treno ad alta velocità : non si fa in tempo a godersi un “interrotto”, che ci si trova immersi in quello successivo.
    Praticamente è come leggere “cento libri in uno solo”.
    La sensibilità dell’autrice ci accompagna nel captare sensazioni e pensieri che non ricordavi o non pensavi di aver vissuto.
    È un libro appassionante, accattivante e nello stesso tempo famigliare.
    Un libro da leggere e da consigliare.

  6. Marco Corradi

    E’ un libro che mi ha tramesso forti emozioni . Leggendo i racconti ho provato sensazioni di rabbia , commiserazione e solidarietà . La vita ti può accarezzare o prendere a schiaffi , serve anche la fortuna di poter vivere nella parte giusta del mondo. . Non tutti i racconti hanno un lieto fine , ma in molti personaggi ho notato la speranza nella ricerca di una vita migliore , lottando si possono ottenere grandi risultati . E’ un testo di indubbia attualità che mi sento di consigliare .

  7. federica.soave.69

    Cara Veronica, sei uno scrigno di spunti di riflessione! Davvero una scrittura che lascia il segno ❤️
    Alcuni sono davvero toccanti. Amo il tuo mostrare oltre le apparenze, la profondità di sentimenti. Dall’infanzia alla terza età… Davvero complimenti!

  8. francescarubele

    L’autrice ha esplorato le fasi della vita attraverso i suoi racconti nel libro, usando un linguaggio fluido, sincero e profondo. I personaggi nei suoi racconti esprimono sentimenti, fanno scaturire sensazioni e…fanno riflettere!
    Ognuno di noi ci si può riconoscere portandoci a meditare sull’esistenza stessa della vita e i suoi ostacoli. Ostacoli che “interrompono” il nostro percorso…ma solo momentaneamente, perché sempre si innesca il il coraggio per superarli. La vita scorre con il suo movimento…nulla è fermo…tutto scorre.

  9. Giuseppe Viroli

    Gli interrotti
    di Veronica Vantini

    Racconti frammento. Tessere di mosaico. Non un puzzle, perché il puzzle ha il limite del disegno precostituito. Questa mappa delle macchie della vita, invece, ogni lettore (come per tutti i libri, ok, ma qui di più) può farla propria.
    “Gli interrotti” è una geografia di microracconti che non vogliono narrare, non nel senso comune. Prosa poetica? Poesia in prosa? Eppure lo senti il racconto. Il tratto fascinoso forse è proprio l’inclassificabilità. Ma anche la sfuggevolezza di questi – moltissimi – passaggi di vita.
    C’è tanto femminile. Ci sono corpi. In dolorosa crescita, feriti, violati, in disfacimento. Ma anche ribelli, talvolta traboccanti di gioia, rigogliosi, aperti alla sfida. C’è sangue ma non sanguinolenza, materia organica e spiritualità. C’è pelle, mani, piedi, organi, trucco, smalto. C’è intuito di scrittura, c’è il flash, molte pagine sono fatte di pennellate, apparizioni. A volte hai la sensazione di polaroid sparse davanti a te. E che l’autrice si diverta a vederti armeggiare per disporle, capirle.
    Poi, di tanto in tanto c’è la svolta morale. Il giudizio. La presa di posizione. O la spiegazione. La difesa delle azioni dei personaggi. Perché dall’altra parte più di una volta c’è male, cattiveria, o anche solo malasorte o errore veniale al quale i protagonisti, anzi in maggioranza le protagoniste, rispondono.
    Una struttura circolare. Infanzia, spesso brutalizzata eppure piena di luce anche nelle disgrazie. L’età giovane e adulta, piena di conseguenze d’infanzia, di appetiti, ansie, voglie, tradimenti, moto continuo. Infine la seconda infanzia, la parte finale, la più breve del libro. Quasi un chiudere gli occhi, un interrompersi per stanchezza e pietà dopo tanto divorare di vita.

  10. federicofaccioli

    Una raccolta di racconti stupenda! tanti li rileggersti più volte. In ogni storia la fantasia ti trasporta immediatamente all’interno dello stesso racconto . Ti fa’ rivivere un po’ quel momento, quelle sensazioni e quei luoghi, perché in qualche modo ognuno di noi ha vissuto la stessa esperienza.
    Motivazioni che stanno dietro ad un cambio di vita, ricerca del proprio equilibrio, aneddoti di un luogo a tratti aspro e a tratti rigenerante, dinamiche di vita che ci accomunano. Consigliatissimo a tutti.

    Federico Faccioli

  11. Alessia Armellini

    È la prima volta che recensisco un libro e spero di non sbagliare.
    Veronica ha un modo di scrivere tutto suo particolare. Sono sincera, non mi sono piaciuti tutti i racconti però mi sono commossa ugualmente, ho sognato coi personaggi, ho riconosciuto realtà a me sconosciute personalmente ma vissute e raccontatemi da terzi.
    Veronica ha la capacità di esprimere le sue memorie, i suoi pensieri o sentimenti che siano in un modo “poetico” e anche se non è esattamente il mio genere di lettura, devo darle atto dell’arte che porta in sé e che regala agli altri attraverso la lettura.
    Non è semplice passare ai lettori le proprie emozioni in poche righe, come nel libro in questione. Veronica ha un modo molto colorato di scrivere e per questo va apprezzata!

  12. fedeleoventuri

    Una piacevole lettura, …storie brevi, intense, storie di vita…un libro Ke dà un pensiero al tempo, insieme alle nostre emozioni..”Gli interrotti”..e poi Viviamo ..
    ( Federica).

  13. Simone Marchiori

    L’autrice ha una modo di scrivere che personalmente mi ha rapito; pensieri e descrizioni diretti e coinvolgenti.
    Il lettore si immagina e vive la scena che descrive.
    I racconti abbracciano varie tematiche provocando in me emozioni forti e intense, nel bene e nel male.
    In particolare, mi ha colpito e toccato “assenza” per ragioni personali.
    Finita la prima lettura, questa pubblicazione mi è rimasta a portata di rilettura. Nei momenti liberi mi fa piacere rivivere “random” qualche episodio descritto.
    Emozionante e intenso. Lo consiglio

  14. a.vale09

    Un viaggio lungo le tre stagioni della vita – infanzia, età adulta e vecchiaia – nel quale Veronica dà voce a personaggi intensi e indimenticabili, con tante storie di vita interrotte, ma una luce di speranza sempre accesa. Perché cadere spesso insegna a rialzarsi e a rinascere.

  15. antimogary

    Leggere “Gli interrotti” è come andare sull’ottovolante. Le storie si susseguono, veloci e spiazzanti, sia nelle trame che nello stile, che cambia in funzione della narrazione. Direi che la sorpresa è il pregio fondamentale di questa raccolta di racconti, intervallata da lampi poetici e parti più propriamente di prosa. Difficile assegnare in genere a questo libro, perché li contiene tutti. Lo consiglio senz’altro, anche per la modernità dei temi affrontati; dal rapporto tra generazioni ai tanti problemi che affliggono il nostro vivere.

Aggiungi una recensione
172
pagine
Formato:
148x210
Rilegatura:
brossura
ISBN:
979-12-5661-023-5

    Recensioni

  1. giottiadriana

    “Gli interrotti”, di Veronica Vantini, è una raccolta di racconti brevi, alcuni brevissimi, che mostra l’istante in cui la vita ci pone di fronte al “momento di non ritorno”, in cui scelte e azioni provocano effetti irreversibili. Attraverso storie di piccoli e inconsapevoli personaggi, cui sono negate la magia, le fiabe e le favole, la Vantini smentisce il mito della fanciullezza e della genitorialità. Il primo crolla di fronte alle “infanzie sbriciolate” che, lungi dal rappresentare l’infanzia quale simbolo di spensieratezza, dimostrano l’esistenza di mostri, che consapevolmente e irreparabilmente tradiscono il ruolo di proteggere, di trasmettere i valori umani, la compassione e la cura, e diventano entità invincibili e causa primaria di fratture irreparabili. La relazione genitori-figli è indagata dal basso, attraverso gli occhi dei bambini, rivelando come gli adulti possano anticipare l’incontro con il dolore, l’incuria e l’assenza. In questo senso “Gli interrotti” smitizza la genitorialità, mostra le conseguenze provocate da individui dominati dai peggiori istinti, dall’egoismo e dalla sopraffazione, e mostra veristicamente il marchio indelebile degli indesiderati, l’inciampo che rompe l’ingranaggio nella crescita morale e intellettuale di un essere umano. Lontana dal formulare giudizi, l’autrice dimostra come il fallimento del passaggio di testimone tra le vecchie e le nuove generazioni, non sia sempre determinato dal naturale salto generazionale, ma più spesso da un difetto d’idoneità a ricoprire un ruolo che esige spirito di sacrificio e responsabilità. In IV di copertina si pone una domanda ai lettori: “Sono gli altri a interromperci o nasciamo già con un ingranaggio che si inceppa”? La lettura dei racconti costringe a riflettere che se tutti i protagonisti di questo libro – Lorenzo, Emma, Lory, Omar, Matilde, e così via - sono figli di Crono, carne e anime divorate, “immobilizzate” e costrette a fuggire per non dover tornare indietro, gli ingranaggi possono essere fatti, episodi o sfortunate coincidenze, ma anche persone in carne e ossa. Potrebbe essere l’ennesimo libro sull’infanzia rubata, se non fosse che nel secondo capitolo l’autrice crea un forte contrasto: da un lato, adulti che “osservano” i bambini e che “si attaccano alla fame d’amore” per “rubargli il cuore”, e madri irrisolte e “senza magia”, “convinte di essere uno sbaglio”, che “hanno smesso di essere umane con se stesse”, donne invisibili che sguazzano dentro le parole e le promesse degli altri, donne che hanno fallito e che non impareranno mai a concedersi o concedere ad altri una rivincita; dall’altro, persone che hanno imparato dalla vita ad esorcizzare il dolore, con il coraggio e l’ironia, e a trasformarlo in risorsa, rinascita e rivincita. La terza parte attiene alla fase della vita in cui non ci sono più domande da porre né risposte da cercare. Tutto è compiuto, ed è solo frutto delle nostre scelte, della capacità di resistere alla “predestinazione”.
    giottiadriana
  2. julie.christina80

    Gli interrotti di Veronica Vantini è un romanzo che affronta con sensibilità e profondità il tema della crescita, delle scelte e delle relazioni interpersonali. La narrazione si svolge attraverso gli occhi di giovani protagonisti, ciascuno alle prese con le proprie difficoltà, sogni e paure, in un contesto che sembra sospeso tra l’adolescenza e l’età adulta. Vantini riesce a creare personaggi realistici e complessi, capaci di suscitare empatia nel lettore. La scrittura è fluida e coinvolgente, con un’attenzione particolare ai dettagli emotivi e alle sfumature delle relazioni, che rendono il romanzo molto intimo e autentico. Il titolo, Gli interrotti, suggerisce già un senso di sospensione e di non completamento, tema che si riflette nelle vite dei personaggi e nelle loro scelte. La storia invita a riflettere sulla fragilità delle decisioni giovanili e sulla possibilità di ricominciare anche dopo aver interrotto un percorso. Consiglio questo libro a chi ama storie profonde e realistiche, capaci di toccare le corde più intime dell’animo umano, e a chi desidera esplorare le complessità del mondo adolescenziale con sensibilità e profondità.
    julie.christina80
  3. montonati.prima

    Gli interrotti di Veronica Vantini (2024, BookTribu) è una silloge che esplora, attraverso uno stile evocativo fatto di immagini dense e precise, le tre età dell’uomo: infanzia, età adulta, vecchiaia. Al centro, la fragilità umana, declinata nelle sue infinite sfumature, osservata nei piccoli e grandi tormenti che attraversano l’esistenza. La prima sezione, dedicata all’infanzia, è forse quella che raggiunge la massima potenza espressiva, dove l’autrice riesce con una scrittura sincera a catturare con rara sensibilità quel territorio inesplorato fatto di emozioni ancora sconosciute e incomprensibili. Come nel racconto “Non si fa”, in cui un bambino scopre sensazioni nuove spiando la zia mentre si strucca: Mi avvicino e metto l’occhio nel buco della serratura. C’è un mondo che mi cattura. Zia si sta struccando. Mette del liquido sul cotone, lo passa nell’occhio con cura, poi nell’altro. Ora il suo viso è più bianco ma anche più giovane. Poi si toglie la gonna e rimane con quelle calze strane. Non le ho mai viste a mamma. Sento di nuovo il sangue alla testa che corre veloce e per un attimo ho paura. L’autrice del libro Gli interrotti, Veronica Vantini In poche righe, Vantini riesce a restituire quel momento preciso di transizione, quando l’innocenza dell’infanzia inizia a incrinarsi di fronte alle prime pulsioni incomprese. La scrittura si fa particolarmente incisiva quando l’autrice affronta le realtà più difficili, quelle al margine, dove si muovono personaggi segnati da genitori violenti, da assenze e solitudini. “Vi spiavo e disegnavo le sue urla con pastelli di scuola. Il suo sorriso quando usciva da quella stanza era immenso, e come una gonna ad ampie falde ci nascondeva sotto le tue botte”. Il racconto della violenza domestica attraverso lo sguardo straniato dell’infanzia, che trasforma il trauma in poesia. La bambina sublima il dolore attraverso l’arte, usando semplici pastelli da scuola – strumenti umili, che ricordano la sfida di cui parlava Hemingway: scrivere pagine immortali usando parole da venti centesimi. Allo stesso modo, l’autrice trasforma l’ordinario in straordinario, il dolore in gesto artistico. I racconti, pur nella loro brevità – quasi aforistica, a volte – creano una galleria di istantanee di umanità che rimangono impresse. Come lampi che illuminano vite ai margini, questi frammenti narrativi riescono a far affezionare il lettore ai personaggi, lasciando spesso il desiderio di saperne di più, di vedere quelle esistenze svilupparsi in narrazioni più ampie. "Il vento è impazzito e si sta mangiando a pezzi la città." Con frasi evocative l’autrice allarga il suo sguardo poetico sulla realtà. Canta con l’anima, quando cavalca sul dorso dell’emozione istintuale, quando si specchia senza paura nelle vite che racconta. Ed è in questi momenti che la sua scrittura raggiunge vette di sincerità espressiva che colpiscono il lettore, lasciandolo con la sensazione di aver spiato, attraverso il buco della serratura, frammenti di vite autentiche. Interrotte, ma non per questo meno significative.
    montonati.prima
  4. Denise Facchini

    Gli Interrotti: Frammenti di vite sospese. Veronica Vantini, con "Gli Interrotti", ci immerge in un caleidoscopio di storie che pulsano di vita, interrotte e ricominciate. Lo scritto, come un mosaico, compone un quadro complesso della condizione umana, esplorando temi universali come la perdita, la resilienza e la ricerca di un nuovo inizio. Un viaggio emozionale intenso. Le vite dei personaggi, spesso ai margini, si incrociano e si scontrano, offrendo al lettore un'esperienza emotiva intensa. La scrittura di Vantini è diretta e penetrante, capace di catturare l'attenzione e di farci immedesimare profondamente nei protagonisti. Le loro storie, a tratti crude e dolorose, ci ricordano la fragilità della vita e la forza dell'animo umano. La struttura del romanzo è innovativa e sorprendente: i racconti si susseguono, veloci e spiazzanti, alternando prosa e poesia. Questa scelta stilistica conferisce al libro un ritmo incalzante e rende la lettura un'esperienza coinvolgente. La sorpresa è, infatti, uno dei pregi fondamentali di questa raccolta di racconti, intervallata da lampi poetici che illuminano le pagine. "Gli Interrotti" ci insegna che la vita è un percorso accidentato, fatto di alti e bassi, di gioie e dolori. Ci mostra come, anche dopo le più grandi ferite, sia possibile rialzarsi e ricominciare a vivere. È un libro che ci invita a riflettere sulla nostra esistenza e a trovare il coraggio di affrontare le sfide che la vita ci pone davanti. E' un'opera che tocca corde profonde, esplorando temi come la perdita, la resilienza e la ricerca di un nuovo inizio. I racconti, brevi e intensi, sembrano creare un mosaico di vite interrotte da eventi improvvisi o da scelte difficili. E’ un romanzo che lascia il segno. È un libro appassionante, accattivante e nello stesso tempo famigliare, che ci tocca nel profondo e ci fa riflettere sulla complessità della vita. È un libro da leggere e da consigliare che farà emozionare, commuovere e, forse, anche sorridere.
    Denise Facchini
  5. luisamariascandola

    La cosa che mi ha colpito di questo libro, è il continuo movimento di situazioni, di personaggi, di ambienti e di storie che vengono Proposte al lettore. Leggerlo è come salire su un treno ad alta velocità : non si fa in tempo a godersi un "interrotto", che ci si trova immersi in quello successivo. Praticamente è come leggere "cento libri in uno solo". La sensibilità dell'autrice ci accompagna nel captare sensazioni e pensieri che non ricordavi o non pensavi di aver vissuto. È un libro appassionante, accattivante e nello stesso tempo famigliare. Un libro da leggere e da consigliare.
    luisamariascandola
  6. Marco Corradi

    E’ un libro che mi ha tramesso forti emozioni . Leggendo i racconti ho provato sensazioni di rabbia , commiserazione e solidarietà . La vita ti può accarezzare o prendere a schiaffi , serve anche la fortuna di poter vivere nella parte giusta del mondo. . Non tutti i racconti hanno un lieto fine , ma in molti personaggi ho notato la speranza nella ricerca di una vita migliore , lottando si possono ottenere grandi risultati . E’ un testo di indubbia attualità che mi sento di consigliare .
    Marco Corradi
  7. federica.soave.69

    Cara Veronica, sei uno scrigno di spunti di riflessione! Davvero una scrittura che lascia il segno ❤️ Alcuni sono davvero toccanti. Amo il tuo mostrare oltre le apparenze, la profondità di sentimenti. Dall'infanzia alla terza età... Davvero complimenti!
    federica.soave.69
  8. francescarubele

    L'autrice ha esplorato le fasi della vita attraverso i suoi racconti nel libro, usando un linguaggio fluido, sincero e profondo. I personaggi nei suoi racconti esprimono sentimenti, fanno scaturire sensazioni e...fanno riflettere! Ognuno di noi ci si può riconoscere portandoci a meditare sull'esistenza stessa della vita e i suoi ostacoli. Ostacoli che "interrompono" il nostro percorso...ma solo momentaneamente, perché sempre si innesca il il coraggio per superarli. La vita scorre con il suo movimento...nulla è fermo...tutto scorre.
    francescarubele
  9. Giuseppe Viroli

    Gli interrotti di Veronica Vantini Racconti frammento. Tessere di mosaico. Non un puzzle, perché il puzzle ha il limite del disegno precostituito. Questa mappa delle macchie della vita, invece, ogni lettore (come per tutti i libri, ok, ma qui di più) può farla propria. “Gli interrotti” è una geografia di microracconti che non vogliono narrare, non nel senso comune. Prosa poetica? Poesia in prosa? Eppure lo senti il racconto. Il tratto fascinoso forse è proprio l’inclassificabilità. Ma anche la sfuggevolezza di questi - moltissimi - passaggi di vita. C’è tanto femminile. Ci sono corpi. In dolorosa crescita, feriti, violati, in disfacimento. Ma anche ribelli, talvolta traboccanti di gioia, rigogliosi, aperti alla sfida. C’è sangue ma non sanguinolenza, materia organica e spiritualità. C’è pelle, mani, piedi, organi, trucco, smalto. C’è intuito di scrittura, c’è il flash, molte pagine sono fatte di pennellate, apparizioni. A volte hai la sensazione di polaroid sparse davanti a te. E che l’autrice si diverta a vederti armeggiare per disporle, capirle. Poi, di tanto in tanto c’è la svolta morale. Il giudizio. La presa di posizione. O la spiegazione. La difesa delle azioni dei personaggi. Perché dall’altra parte più di una volta c’è male, cattiveria, o anche solo malasorte o errore veniale al quale i protagonisti, anzi in maggioranza le protagoniste, rispondono. Una struttura circolare. Infanzia, spesso brutalizzata eppure piena di luce anche nelle disgrazie. L’età giovane e adulta, piena di conseguenze d’infanzia, di appetiti, ansie, voglie, tradimenti, moto continuo. Infine la seconda infanzia, la parte finale, la più breve del libro. Quasi un chiudere gli occhi, un interrompersi per stanchezza e pietà dopo tanto divorare di vita.
    Giuseppe Viroli
  10. federicofaccioli

    Una raccolta di racconti stupenda! tanti li rileggersti più volte. In ogni storia la fantasia ti trasporta immediatamente all'interno dello stesso racconto . Ti fa' rivivere un po' quel momento, quelle sensazioni e quei luoghi, perché in qualche modo ognuno di noi ha vissuto la stessa esperienza. Motivazioni che stanno dietro ad un cambio di vita, ricerca del proprio equilibrio, aneddoti di un luogo a tratti aspro e a tratti rigenerante, dinamiche di vita che ci accomunano. Consigliatissimo a tutti. Federico Faccioli
    federicofaccioli
  11. Alessia Armellini

    È la prima volta che recensisco un libro e spero di non sbagliare. Veronica ha un modo di scrivere tutto suo particolare. Sono sincera, non mi sono piaciuti tutti i racconti però mi sono commossa ugualmente, ho sognato coi personaggi, ho riconosciuto realtà a me sconosciute personalmente ma vissute e raccontatemi da terzi. Veronica ha la capacità di esprimere le sue memorie, i suoi pensieri o sentimenti che siano in un modo "poetico" e anche se non è esattamente il mio genere di lettura, devo darle atto dell'arte che porta in sé e che regala agli altri attraverso la lettura. Non è semplice passare ai lettori le proprie emozioni in poche righe, come nel libro in questione. Veronica ha un modo molto colorato di scrivere e per questo va apprezzata!
    Alessia Armellini
  12. fedeleoventuri

    Una piacevole lettura, ...storie brevi, intense, storie di vita...un libro Ke dà un pensiero al tempo, insieme alle nostre emozioni.."Gli interrotti"..e poi Viviamo .. ( Federica).
    fedeleoventuri
  13. Simone Marchiori

    L’autrice ha una modo di scrivere che personalmente mi ha rapito; pensieri e descrizioni diretti e coinvolgenti. Il lettore si immagina e vive la scena che descrive. I racconti abbracciano varie tematiche provocando in me emozioni forti e intense, nel bene e nel male. In particolare, mi ha colpito e toccato “assenza” per ragioni personali. Finita la prima lettura, questa pubblicazione mi è rimasta a portata di rilettura. Nei momenti liberi mi fa piacere rivivere “random” qualche episodio descritto. Emozionante e intenso. Lo consiglio
    Simone Marchiori
  14. a.vale09

    Un viaggio lungo le tre stagioni della vita - infanzia, età adulta e vecchiaia - nel quale Veronica dà voce a personaggi intensi e indimenticabili, con tante storie di vita interrotte, ma una luce di speranza sempre accesa. Perché cadere spesso insegna a rialzarsi e a rinascere.
    a.vale09
  15. antimogary

    Leggere "Gli interrotti" è come andare sull'ottovolante. Le storie si susseguono, veloci e spiazzanti, sia nelle trame che nello stile, che cambia in funzione della narrazione. Direi che la sorpresa è il pregio fondamentale di questa raccolta di racconti, intervallata da lampi poetici e parti più propriamente di prosa. Difficile assegnare in genere a questo libro, perché li contiene tutti. Lo consiglio senz'altro, anche per la modernità dei temi affrontati; dal rapporto tra generazioni ai tanti problemi che affliggono il nostro vivere.
    antimogary

Vuoi rimanere sempre aggiornato sulle nostre ultime novità?
Iscriviti alla nostra newsletter!